In questo articolo tratteremo i temi seguenti:
Orticaria: da cosa deriva il termine?
Deriva dal latino Urtica, cioè ortica, la pianta urticante che conosciamo tutti e che sicuramente varie volte abbiamo incontrato durante le passeggiate e che ci ha prodotto prurito e tonfi rossi perché le foglie contengono sostanze irritanti per la pelle.
Altra curiosità: lo sapete che con le ortiche potete cuocere un delizioso risotto o una frittata? Venivano usate in cucina fin dai tempi dei greci e dei romani perché cuocendole perdono il loro potere urticante e sono ricche di proprietà benefiche, ma dovete avere l’accortezza di raccoglierle con guanti di lattice!
Prima di leggere l’articolo vi consiglio di guardare questo mio brevissimo video dove vi parlo della orticaria psicosomatica da stress:
Orticaria e malattie psicosomatiche della pelle
L’orticaria da stress psicosomatica, o più comunemente orticaria da stress, è un problema comune a molte persone, in quanto, lo stress, nonostante sia un fattore prettamente psicologico si può manifestare anche con sintomi fisici che, in questo caso vengono “scritti” sulla pelle.
Possiamo anche reprimere i nostri sentimenti e le nostre emozioni ma, prima o poi il nostro corpo, in un modo o nell’altro, ci presenta il conto, e spesso si presenta sotto forma di disturbi psicosomatici e uno di questi è l’orticaria da stress o ”ansia a fior di pelle” che arriva nei periodi della vita in cui compaiono forti problemi stressanti che mutano in un sintomo somatico.

Effettivamente la pelle è uno degli organi che vengono più colpiti dalle malattie psicosomatiche come l’orticaria da stress emotivo, perché la nostra pelle è contemporaneamente un organo di separazione ma anche di confine materiale del corpo verso l’esterno ma anche è relazione e comunicazione con il nostro fuori.
Possiamo dire che la pelle è un organo limite, è un confine fra noi, gli altri e le nostre emozioni e tra interno ed esterno dove il corpo percepisce come ci sentiamo, come avvertiamo la nostra identità o la nostra autostima e la pelle protegge, esamina e filtra con le sue funzioni di contenimento delle cose positive e di barriera contro le negatività esterne.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Autostima femminile: come migliorarla“
Indubbiamente l’orticaria da stress è l’espressione di una simbologia cutanea che esprime uno stato di allarme, dovuto a eventi o momenti della nostra vita che sentiamo difficoltosi e pericolosi facendo diventare il sistema immunitario iperattivo seguito da reazioni aggressive come l’eruzione cutanea.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Stress e disturbi da stress: sintomi e cura“
Sembra strano ma anche lo stress “positivo”, come quello legato ad avvenimenti importanti che ci coinvolgono molto come il matrimonio, l’impegno affettivo o anche una vacanza o cambiare abitazione, possono portare ad una orticaria da stress.

Naturalmente gli eventi negativi che possiamo collegare all’orticaria da stress sono i lutti, i conflitti di coppia o con i figli, cambiare lavoro, un licenziamento o malattie personali o di familiari, relazioni extraconiugali che portano sensi di colpa.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Senso di colpa: cos’è e come sconfiggerlo con la terapia“
Vari studi mettono l’accento sul fatto che solo il 5/10% delle orticarie, che hanno sintomi superiori alle sei settimane e vengono considerate croniche, sono attribuibili ad allergie e che per gestire lo stress siano utili tecniche come il Training Autogeno.
Malattie psicosomatiche: la pelle
I punti maggiormente colpiti in una persona che soffre di alto stress sono l’apparato gastrointestinale, come nel caso della gastrite psicosomatica, oppure l’organo più esteso del corpo umano, LA PELLE, l’interfaccia tra noi e il mondo, il nostro “dialogo” con l’esterno e per la medicina psicosomatica la sfera cutanea ci porta a varie interpretazioni.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Gastrite psicosomatica: sintomi, cause e trattamenti “
Naturalmente unito alla pelle abbiamo un organo di senso molto importante che è il tatto, legato alla superficie del corpo ma, contrariamente all’udito e alla vista, ci fa sentire sensazioni interne a noi stessi.
Sappiamo che la pelle del bambino è oggetto di cure materne attraverso una vasta gamma di contatti che la madre ha con il neonato e che è un bisogno vitale primario importantissimo e necessario allo sviluppo della sua vita affettiva.

Fu Freud che per primo parlò dell’importanza che avevano le sensazioni cutanee nella formazione dell’Io e al fatto che il contatto cutaneo calma e aiuta il bambino a favorire e cementare il legame con la madre.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Come dare autostima ai figli “
J.P.Sartre scrive: “La carezza non è un semplice sfiorare: ma un foggiare. Carezzando l’altro, io faccio nascere la sua carne con la mia carezza, sotto le mie dita. La carezza fa parte dell’insieme di cerimonie che incarnano l’altro”.
Tra le patologie della pelle che potrebbero avere anche un’origine psicosomatica troviamo:
-
Dermatite o eczema
Infiammazione della pelle che crea prurito, gonfiore, desquamazione. Può derivare da paura, problemi di scarsa autostima, emozioni represse, timidezza.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Autostima Femminile: come migliorarla ”
-
Herpes Zoster Questo tipo di Herpes, conosciuto meglio come “Fuoco di Sant’Antonio“, ha origine virale, precisamente dalla varicella, la quale resta per lungo tempo inerme per riattivarsi improvvisamente ed in maniera locale. Anche in questo caso lo stress causato da un lutto importante, una situazione lavorativa vissuta con difficoltà o un problema sentimentale, potrebbero scatenare questa patologia. Colpisce torace e schiena mentre l’herpes labiale ha vescicole rosse piene di liquido e sembrano portare simboli di impulsi trasgressivi che sono stati faticosamente rifiutati come nell’herpes genitale dove la natura sessuale è chiaramente dichiarata.
- Psoriasi solitamente si presenta su braccia, gomiti, gambe, e sembra possa sorgere da un trauma emotivo ed è una patologia cronica ad andamento recidivante con chiazze di pelle arrossata, ispessita e con scaglie cutanee. La sede dove si colloca indica vari conflitti; le mani indicano un contatto sociale desiderato e temuto, i gomiti possono indicare competizioni sofferte e i piedi il difficile contatto con la realtà. Una delle teorie è che la psoriasi nasconda un desiderio mai sopito di essere amati.
- Vitiligine vediamo che spesso la vitiligine, che ha una componente autoimmune, compare in seguito ad eventi traumatici o stressanti e si presenta con macchie bianche depigmentate che difficilmente si riescono a nascondere specialmente sul viso. Può essere legata a sensi di colpa come se ci fosse la necessità di “cambiare pelle” come i serpenti per purificarsi e tornare “vergini”.
- Orticaria psicosomatica è un’eruzione cutanea con ponfi pruriginosi, spesso legata a emozioni represse come rabbia, delusione o senso di colpa, che prima o poi, se non sfogate esternamente lo fanno verso di noi. Spesso compare all’improvviso come reazione a situazioni emotive che ci colpiscono e feriscono, un sovraccarico emotivo che non riusciamo ad affrontare; ambivalenti e contradditorie.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Senso di colpa: cos’è e come sconfiggerlo con la terapia “

La pelle: il nostro organo più sociale
IL tatto, è il nostro senso più sociale e anche sottovalutato perché nella nostra società lo sguardo prende il comando, ma sembra che ci sia un aumento continuo nel tempo del tatto.
Gli esempi li troviamo anche nelle opere letterarie, filosofiche come, ad esempio, in Lucrezio (De rerum natura) che, riprendendo l’atomismo, arriva a porre il tatto all’apice dei sensi umani, passando per i poemi omerici profondamente intessuti di metafore tattili, le mirabili pagine di Moby Dick in cui Melville descrive molto accuratamente l’operazione per estrarre lo spermaceti dal cranio del capodoglio, per arrivare ad altri filosofi come Husserl, Merleau-Ponty, Michel Henry.
Ma il tatto è sempre vissuto come secondario rispetto alla vista o all’udito e lo viviamo come scontato ma è stata la neuroscienza ad averci spiegato che i nostri sensi non lavorano mai separatamente. Nel 2021 sono stati i due scienziati, David Julius e Ardem Patapoutian, ai quali è stato dato il Nobel per la medicina avendo scoperto i recettori coinvolti nella percezione della temperatura e del tatto.
Un altro studio importante e fondamentale è stato quello che, tra la fine degli anni Novanta e i primi del Duemila, ha chiarito il ruolo delle fibre C tattili ovvero le fibre nervose che presiedono alle sensazioni di tipo affettivo, come le carezze (tatto affettivo) prima ambito solo della psicologia.
Altre due pubblicazioni recenti Storia naturale del tatto (Utet) di Laura Crucianelli e La pelle che pensa di Marta Paterlini (Codice edizioni) ci fanno esplorare questo senso con un approccio interdisciplinare ricordandoci che la pelle è l’organo più esteso del nostro corpo (pesa nove chili e si estende per due metri) ma è anche quello meno conosciuto.
La pelle, come abbiamo detto, è il nostro organo più “sociale” perchè è il filtro che ci separa dal mondo esterno ma è anche ciò che mette in comunicazione il dentro e il fuori del nostro corpo, con significati fisiologici quanto psicologici, sociali e culturali e sulla nostra pelle sono scritti l’affetto, l’attaccamento, l’emotività, la paura, il rifiuto.
Negli anni del Covid si è parlato molto dell’impatto psicologico della solitudine e della separazione dai propri cari; con il termine skin hunger si è definita la necessità fisiologica di mantenere un contatto con gli altri, emersa in modo pronunciato proprio a seguito della prolungata astinenza di quel periodo.
Secondo uno studio pubblicato su Royal Society Open Science nel 2021, la privazione di contatto fisico intimo durante la pandemia avrebbe causato livelli maggiori di ansia e solitudine ed è proprio la dimensione del contatto intimo che diventava quella maggiormente desiderata.
Sappiamo che il problema del corpo non è soltanto dovuto alla pandemia ma anche in quella distanza che si trova nelle persone dovuta al processo di civilizzazione e come risposta adattiva all’eccesso di stimoli.
Nel tempo, la sensibilità rispetto alla violazione dei confini del corpo è aumentata enormemente su quasi tutti i fronti e le rivendicazioni di genere promosse dai movimenti femministi che rifiutano di vedere e trattare la donna come oggetto, hanno messo all’angolo comportamenti di stampo patriarcale.
Il #metoo ha innalzato la soglia di allerta rispetto a ciò che può essere accettabile nel contatto fisico con l’altro e ha reso il concetto di consenso centrale nel dibattito, così che nel mondo si è spostata l’asticella più su parlando, finalmente, di abuso e violenza e chiamando molestie quelle che una certa cultura minimizzava chiamandole complimenti.
Anche nell’educazione le cose sono cambiate perché, ad esempio, a nessun maestro di scuola elementare oggi verrebbe in mente di battere con il righello le dita degli studenti e le punizioni corporali sono state abolite in molti paesi del mondo. Così come sono per fortuna da eliminare quei genitori che lodano la pratica dello “scapaccione” come un valido strumento educativo.
Sappiamo che si possono classificare delle culture come “ad alto contatto” o “a basso contatto” del corpo come ad esempio, nei paesi latini e mediterranei c’è una maggiore propensione alla fisicità rispetto a quelli del Nord Europa o degli Stati Uniti.
Infine colpevoli di aver tolto la dimensione corporea ai rapporti sociali, sono i social media e in generale tutte le nuove tecnologie digitali, inclusa l’ultima ondata di intelligenza artificiale.
Sappiamo che per lungo tempo, la tecnologia è stata principalmente alleata della vista e dell’udito ma con l’accrescersi delle acquisizioni della medicina e delle neuroscienze, tuttavia, è nato un filone di ricerca intorno al tatto artificiale e alla cosiddetta “tecnologia aptica” che simula le sensazioni epidermiche, con risvolti sicuramente positivi per molti pazienti: pensiamo all’evoluzione di tutti gli apparati protesici, o alla pelle elettronica o all’utilizzo delle mani robotiche.
Alla fin fine è sempre meno importante stabilire se viene prima l’occhio, l’orecchio, la lingua, il naso o la pelle perché sappiamo che lavorano tutti insieme, ma è importante il fatto che i sensi umani sembrano perdere importanza e forse la domanda più importante per noi nel futuro riguarderà: quando appartengono ad altre entità e se potremo ancora chiamarli così?
Il confine tra il nostro corpo e quello della macchina sembra farsi sempre più penetrabile e occupa anche quella parte del nostro corpo, più personale cioè quello della pelle. Ma basterà la pelle artificiale a placare la nostra primordiale “astinenza da contatto”? E cosa accadrà se e quando il surrogato artificiale del complesso meccanismo umano sarà talmente buono da ingannarci, persino nella sfera tattile?
Orticaria da stress sintomi
L’orticaria da stress si presenta di solito con eruzioni cutanee sulla pelle sotto forma di ponfi (o pomfi) (parola che deriva dal greco e significa “bolla“) che non sono altro che piccoli rigonfiamenti rossi che compaiono in maniera improvvisa e provocano prurito intenso e a volte dolore e/o bruciore.
I sintomi dell’orticaria sono quindi:
- Eruzioni cutanee
- Prurito
- Sensazioni di bruciore
- Formicolio

Orticaria da stress quanto dura e che cosa è?
L’ orticaria da stress è una reazione della cute quando abbiamo uno stato continuo di tensione che manda in crisi il nostro sistema immunitario.
Solitamente i casi di orticaria da stress hanno una durata di circa un paio di giorni ma può anche diventare cronica ed i rush cutanei, i ponfi ed il prurito possono durare anche mesi. L’orticaria si divide quindi in forma acuta o forma cronica:
Orticaria acuta: sviluppo estemporaneo e dura meno di sei settimane
Orticaria cronica: eruzione cutanea giornaliera che dura almeno sei settimane
La fase infiammatoria, la comparsa dei ponfi quindi, dipende da un altissimo livello di istamina, prodotta dal nostro corpo come una “reazione difensiva” e la loro forma dipende dal liquido che esce dai capillari, i minuscoli vasi sanguigni sotto pelle.
Fortunatamente quasi sempre questi ponfi tendono a sgonfiarsi e scomparire dopo poche ore, nel frattempo però sono molto fastidiosi e creano prurito.
L’orticaria sembra sia più comune nelle donne e colpisce circa il 20% delle persone, e la maggior parte di esse sviluppa i sintomi in età compresa tra i 20 ed i 40/45 anni.

Orticaria acuta e orticaria cronica
L’OMS ci dice che circa il 20% della popolazione almeno una volta nella vita ha avuto un episodio di orticaria e in Italia vengono colpite circa 300mila persone dove il 60% è femminile, con un picco di età tra adolescenti e giovani adulti.
L’orticaria acuta è chiamata così se dura sei settimane e interessa specialmente bambini, donne e soggetti allergici ed è una forma molto frequente che insorge rapidamente e poi può guarire spontaneamente in pochi giorni ed è spesso causata da reazioni allergiche.
L’orticaria cronica presenta gli stessi sintomi dell’orticaria acuta ma si protrae per 6-12 settimane e persiste nel tempo ed è spesso il risultato di reazioni autoimmuni perché il sistema immunitario rilascia anticorpi che attaccano i tessuti ma non si sa per quale motivo.
Può avere anche cause non allergiche come infezioni da Helicobacter pylori, batterio connesso all’ulcera gastrica, epatite virale, mononucleosi o reazioni agli stress come lutti, problemi famigliari, di coppia o sessuali o che si creano sul posto di lavoro.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Stress da lavoro “
Orticaria idiopatica ne parliamo quando la causa dell’orticaria è non nota e non è possibile identificarla ma ci sono delle sollecitazioni particolari che la suscitano come lo stress, il cibo piccante, portare vestiti particolarmente stretti, la caffeina o l’alcol.
Sappiamo che la pelle ricopre e contiene il nostro corpo e ci fa da barriera tra l’esterno e l’interno e attraverso lei esprimiamo la nostra identità, le nostre emozioni, i nostri processi somato-psichici centrati specialmente sulle relazioni.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Malattie psicosomatiche e psicosomatica: cosa sono e tipologie “
Sono queste eruzioni cutanee che prudono e bruciano che esprimono la rabbia repressa dove le contraddizioni tra la vita che vorremo avere e quella che abbiamo vengono espresse attraverso un disturbo psicosomatico che ci fa vedere la sofferenza psichica.
Orticaria psicosomatica, fattori scatenanti
Tra i fattori che possono contribuire o essere concausa dell’orticaria troviamo:
- Stress
- Punture di insetti
- Farmaci (anche come reazione allergica)
- Alcolici
- Caffè
L’orticaria, quindi, può presentarsi con i sintomi prima esposti in soggetti dove il loro corpo trova come via preferenziale per sfogare ansia e stress lo sviluppo di ponfi, rush e prurito a dimostrazione dell’origine psichica perché la pelle è la sede privilegiata della manifestazione di una sofferenza interiore.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Ansia e Depressione come riconoscerle e guarirle “
A volte l’ansia e lo stress possono dipendere da un trauma o una situazione emotivamente pesante ma anche da come si affrontano le difficoltà e come pensiamo di affrontarle, quando, cioè l’equilibrio psicofisico viene messo alla prova.
I ponfi, oltre che essere scatenati dallo stress (fattore ambientale) sono spesso il risultato di una reazione del nostro sistema immunitario ad un allergene, solitamente di natura alimentare.
Tra gli allergeni alimentari più comuni troviamo:
- Noccioline e arachidi
- Soia
- Uova
- Latte vaccino
- Grano
- Frutti di mare
Altri allergeni di notevole importanza sono invece il polline ed i peli di cani e gatti.
Orticaria come si cura
Nei casi di orticaria, a volte i ponfi si riassorbono da soli dopo poche ore, ma in ogni caso il trattamento più comune per alleviare e contrastare i sintomi è l’uso di farmaci antistaminici da banco (possono essere presi sotto prescrizione medica).
Per trovare sollievo può essere utile fare un impacco freddo sull’area dove sono comparsi i ponfi o dove comunque il prurito è più persistente, ed in ogni caso NON usate acqua calda, peggiorerebbe le cose.
Tra i rimedi naturali per alleviare i sintomi dell’orticaria troviamo quindi:
- Pomate a base di aloe vera
- Pomate a base di calendula
- Bagni o impacchi di acqua fredda
- Bagno con amido di riso
Nei casi più gravi invece, quindi in presenza di orticaria cronica, oltre agli antistaminici il medico può anche far ricorso all’uso di corticosteroidi, ma in ogni caso l’uso di questi medicinali servono si ad alleviare i sintomi, ma non ad eliminarne la causa, soprattutto qualora la fonte principale siano ansia e stress.
In questo caso quindi può essere risolutore l’incontro con uno psicologo psicoterapeuta che possa trovare la reale causa dello stress e quindi eliminarlo attraverso una terapia cognitivo comportamentale o una terapia breve strategica o una terapia psicosomatica.
Per alleviare lo stress, uno psicoterapeuta può anche ricorrere a tecniche di rilassamento.

Altri metodi naturali per alleviare lo stress possono essere:
- Training autogeno
- Meditazione
- Yoga
- Praticare sport
- Praticare un hobby
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “Cos’è il Training Autogeno e come funziona“
Inoltre, per alleviare lo stress può risultare utile seguire una dieta adatta, con pochi zuccheri, niente caffè, evitare cioccolata e bevande eccitanti, non bere alcolici e cercare di mangiare leggero, soprattutto alla sera, questo per favorire un buon riposo notturno.
Dobbiamo anche renderci conto che chi soffre da orticaria da stress ha un eccesso di energia e tutto quello che riuscirà a fare per liberarla in modo sano e diretto farà sicuramente bene e bisognerà anche imparare a premiarsi e a concedersi di fare cose piacevoli, anche non particolarmente utili, senza sensi di colpa.
Orticaria da stress e sesso
Possiamo parlare di allergie al sesso? Sembra proprio che reazioni come l’orticaria possano manifestarsi poco dopo un rapporto sessuale a detta di alcuni scienziati americani che hanno fatto una ricerca su un campione di 1073 donne, dalla quale risulta che 130 risultavano avere un’allergia al sesso con uno o con tutti i partner che risultava essere una intolleranza al fluido seminale maschile.
Anche secondo medici italiani esistono casi in cui il seme maschile e la mucosa genitale femminile scatenano, subito dopo il rapporto sessuale, delle reazioni locali allergiche come prurito o gonfiore vaginale (ipersensibilità al plasma seminale SPH) o Seminal plasma allergy (Spa) che viene provocata da proteine contenute nello sperma.
In casi molto rari anche l’uomo può avere una brutta reazione al proprio sperma nota come POIS cioè sindrome da malattia post orgasmica che non ha nessun trattamento per sconfiggerla o quella più comune che è l’allergia al lattice dei preservativi o dei sex toys.
I farmaci più usati per alleviare le sintomatologie e reazioni allergiche sono gli antistaminici.
Come tutte le allergie si verificano quando durante il rapporto c’è qualcosa che stimola il sistema immunitario a rispondere in maniera anomala ma le reazioni allergiche non devono essere trascurate o ignorate perché possono peggiorare nel tempo impattando con la vita sessuale di una persona.
Covid-19 e orticaria
Cosa centra il Covid-19 con l’orticaria?
Invece purtroppo l’ultima variante omicron di Covid-19 può manifestarsi anche con delle alterazioni cutanee, oltre a raffreddori o tosse e febbre, ed è quello che ha scoperto uno studio inglese che ha riscontrato delle manifestazioni sulla pelle perché questa variante è in grado di vivere sulla pelle più di tutte le altre.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Coronavirus: pausa e stress “
Si manifesta con:
- Rash cutaneo, cioè cambiamento di colore della pelle con irritazione e rigonfiamento.
- Orticaria con bolle rosse che danno prurito
- Eczema che può anche durare a lungo.
- Mani, piedi e gomiti con eruzioni pungenti e fastidiose.
- Labbra molto secche e screpolate.
La Società Italiana di Dermatologia medica ha pubblicato uno studio che confermava come la cute possa essere un avvertimento di una infezione da Sars-Cov-2.
Vediamo quindi quanto è importante non trascurare e dare particolare attenzione a certi segnali che la nostra pelle ci comunica per poterci indurre a chiedere consiglio a degli specialisti.
La pelle fa parte di noi ed è importante per il nostro benessere porre attenzione ai vari segnali che ci trasmette perché è come un libro sul quale possono esserci scritte tante cose non comprensibili, ma se ci guardiamo dentro forse riusciamo a scoprire che se decifriamo quel linguaggio allora riusciremo ad accettare sensazioni che ci aiuteranno, ci faranno stare meglio e ci daranno una qualità di vita migliore.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo “ Qualità della vita “

Cosa possiamo fare?
Diciamo basta a quello che ci rende infelici, pensiamo a noi stessi magari anche esprimendo la rabbia senza blocchi pregiudiziali, eliminando dalla nostra vita gli elementi che ci disturbano e facendo finalmente “piazza pulita” senza rimorsi o sensi di colpa ma pensando al valore della nostra qualità di vita.
Bibliografia
V. Caprioglio, P. Fornari, Il Dizionario di Medicina Psicosomatica, RIZA
E. Giusti, F. Germano, Terapia della rabbia, 2004 Collana di E. Giusti
G. Matè, Quando il corpo dice no, 2019, Il leone verde
L. Torello, L’orticaria, 2001, UTET
Foto
Foto di energepic.com da Pexels


