Training Autogeno

Cos’è il training autogeno e come può aiutare nelle varie difficoltà psicofisiche delle persone che non riescono gestire l’ansia in varie situazioni corporee e mentali.

Il Training Autogeno (TA) è una tecnica psicologica per ottenere uno stato di calma e di rilassamento favorendo un miglioramento della forza di volontà e delle prestazioni personali.

Cosa significa e che origine ha il  Training Autogeno

Il Training autogeno è stato ideato da J.E. Schultze, un neurologo tedesco che durante la 1^ Guerra Mondiale, studiò il comportamento dei pazienti sottoposti ad ipnositerapia.

Schultze , partendo dagli studi sull’ipnosi di Oskar Vogt, ideò questa tecnica per rendere i pazienti indipendenti dal terapeuta che gliela proponeva per, poi, rifarla da soli e raggiungere lo stato di rilassamento.

Schultze notò che questi soggetti, nello stato di trance ipnotica, riferivano delle sensazioni fisiche piacevoli che erano simili per tutti.

Queste sensazioni erano sei:

  • pesantezza
  • calore
  • respiro calmo
  • cuore tranquillo
  • plesso solare piacevolmente caldo
  • fronte piacevolmente fresca

Schultze si chiese: se nello stato di ipnosi, costituito essenzialmente da calma, sono presenti queste sei sensazioni, è possibile che siano tipiche dello stato di calma?

Per cui, partendo dall’acquisizione di queste sensazioni-esperienze, ci si può indurre alla calma?

La risposta fu positiva e le esperienze sono oggi la base dei sei esercizi del Training Autogeno che sono una autoipnosi.

Lo stato di rilassamento ottenuto con il Training Autogeno, definito da Schultz “commutazione” non è fine a se stesso, ma un mezzo per ottenere ulteriori risultati che portano a diminuire o eliminare gli effetti emotivi e fisici di stress e ansia.

La “commutazione” è un abbassamento dello stato di veglia, cioè di totale passività e di contemplazione indifferente di quanto avviene nel nostro corpo e nella mente.

Il Training Autogeno: a cosa serve e a chi è consigliato

Il training autogeno, arrivando ad ottenere una distensione psicofisica con il recupero delle energie psico-fisiche, e inducendo delle reali modifiche corporee,  può aiutare a risolvere o diminuire molti disturbi psicologici e comportamentali come:

  • Ansia
  • Attacchi di panico
  • Disturbi del sonno
  • Depressione
  • Concentrazione
  • Disturbi digestivi e gastro-intestinali
  • Dipendenza dal fumo
  • Ansia da prestazione : nel lavoro, nello sport, nello studio
  • Rilassamento muscolare
  • Gravidanza
  • Parto
  • Paura di arrossire (ereutofobia)
  • Potenziamento delle capacità mnemoniche
  • Autostima

Il Training Autogeno in ambito clinico è particolarmente indicato per:

  • Patologie sessuali
  • Ipertensione
  • Tachicardia
  • Bradicardia
  • Cefalee
  • Dismenorrea
  • Fibromialgia
  • Stitichezza
  • Asma
  • Patologie dermatologiche ( Psoriasi, eczema, alopecia, orticaria, iperidrosi)
  • Fobie

Il Training Autogeno, può aiutare nel percorso terapeutico quando lo psicoterapeuta lo ritiene adatto e, quindi, lo propone al paziente come aiuto per procedere meglio nella psicoterapia.

Il vantaggio del Training Autogeno è che può essere di aiuto a qualsiasi persona che abbia o no una patologia ma, semplicemente, la necessità di stare meglio con se stessa.

IL Training Autogeno è controindicato per:

  • Psicosi
  • Infarto del miocardio

La costante applicazione del Training che fa la persona giornalmente, dopo averlo imparato, è la regola principale perché dia dei risultati e funzioni, essendo un “allenamento che si fa da soli”.

Esercizi di Training Autogeno

Il training autogeno, che propongo ai miei pazienti, è svolto in sei incontri per poterli rendere pratici del metodo che poi applicheranno e eserciteranno a casa per imparare a indursi alla calma.

E’ importante e obbligatorio ripetere gli esercizi a casa perché solo così si può arrivare al rilassamento, cioè alla commutazione, e in un tempo molto breve di circa cinque minuti se ci si esercita due volte al giorno per circa uno o due mesi.

Gli esercizi sono molto semplici perché si tratta solo di riprovare le sensazioni che sono state acquisite durante le sedute, fatte in studio, ascoltandomi parlare stesi sul lettino ad occhi chiusi.

L’atteggiamento psicologico, durante l’ascolto, che fa il paziente dell’esercizio di Training, deve essere, il più possibile, di calma e concentrazione passiva ascoltando, non come una lezione, ma seguendo passivamente senza ansia la voce del terapeuta.

Primo esercizio: Pesantezza e Calore

Parliamo di pesantezza (espressione della decontrazione muscolare), perché è noto che un arto o un corpo rilassato viene generalmente vissuto con sensazioni di pesantezza, di abbandono.

Così come parliamo di calore perché in condizioni di rilassamento avviene una vasodilatazione che, consentendo una migliore perfusione sanguigna, permette di realizzare sensazioni di tiepido calore diffuso in tutto il corpo, come un bagno tiepido ha effetti rilassanti.

In psicosomatica con l’esercizio sulla pesantezza cercheremo di togliere le contratture muscolari di tipo psicogeno e con l’esercizio sul calore regolarizzeremo la circolazione sanguigna ( cefalee, paura di arrossire, sudorazione eccessiva)

Secondo esercizio: Polmoni e Cuore

Ci riferiamo alla respirazione e al battito cardiaco perché in condizioni di stress, paura o ansia, la respirazione aumenta di frequenza e talvolta è così veloce e superficiale da costringerci ad alitare le pinne nasali.

Nelle stesse condizioni si realizza un ritmo cardiaco accelerato talvolta avvertito fastidiosamente come palpitazioni.

Nelle condizioni di calma e rilassamento psicofisico, respiro e cuore lavorano con calma e regolarità.

Si potranno utilizzare gli esercizi in psicosomatica per i disturbi che riguardano l’asma, disturbi respiratori e cardiaci di tipo psicogeno.

Terzo esercizio: Plesso solare e Fronte

Ci riferiamo al plesso solare che è il più grosso nodo del sistema nervoso autonomo simpatico dell’addome, situato a metà strada tra ombelico e l’estremità inferiore dello sterno e provvede all’innervazione di stomaco, intestino, reni, fegato, pancreas e gonadi.

La fronte sarà sperimentata come piacevolmente fresca e leggera togliendo la sensazione di pesantezza che sentiamo alla testa quando siamo stanchi o abbiamo pensieri che ci preoccupano.

Anche questi due esercizi serviranno dal punto di vista psicosomatico a migliorare gastriti, colonpatie o cefalee.

Con questo terzo incontro ricongiungiamo l’unità corporea solo in apparenza dissociata dai tre esercizi separati.

Incontri successivi

Gli altri incontri sono centrati sull’aspetto psicologico interiore attraverso gli ultimi tre esercizi che ripercorrono quelli già fatti, ma con una maggiore interiorità data anche dalle immagini che vengono inserite dal terapeuta per aiutare il paziente a liberare la mente e sentire il corpo rilassato.

Conclusioni

Il Trainng autogeno può essere effettuato comunque e dovunque anche se siete in un luogo disturbato da rumori.

Se vi siete allenati costantemente e assiduamente riuscirete a liberare la mente e introdurre le “formule di rappresentazione” che avrete deciso di mettere, per migliorare le vostre performance e raggiugere il risultato che vi siete prefissati.

Gli studi fatti sul Training autogeno ipotizzano che porti benefici alla salute perché riduce i sintomi dovuti all’ansia e promuove i meccanismi della digestione, i movimenti intestinali, l’abbassamento della pressione sanguigna e aumenta le difese immunitarie.

Training Autogeno Superiore

Il training autogeno superiore  serve per migliorare le possibilità dello sviluppo individuale, cioè mettersi in condizione di gestire le proprie emozioni.

Il TA di livello inferiore sta allo yoga come il superiore sta alla meditazione, e lo scopo del livello inferiore è l’acquisizione di uno stato di calma, di rilassamento e rinforzo della volontà; mentre il training superiore ha come scopo precipuo quello della “autoconoscenza”.

Il training autogeno superiore è una tecnica di introspezione di stampo auto-analitico perché lavora con l’interpretazione dei simboli, delle analogie e delle associazioni.

Schultz affermava che era improponibile accedere al livello superiore se non chi avesse una assoluta pratica e dimestichezza del ciclo inferiore.

Il training superiore è costituito da sei esercizi che possono essere usati come una vera e propria terapia.

 Il paziente, attraverso queste esperienze di conoscenza del proprio mondo interiore, può conoscere i motivi dei propri conflitti, di cui non avrebbe coscienza, e che, invece, attraverso le esperienze di immaginazione, con cui si lavora nel Training superiore, possono aiutarlo a scoprire.

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Dott.ssa Serenella Salomoni

Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa a Padova, Terapia di coppia a Padova.