Conflitto, mancanza di comunicazione nelle dinamiche di coppia.
Quali sono i comportamenti che rovinano una relazione?”
In questo articolo tratteremo i temi seguenti:
Coppia e comportamenti che creano disagio nella relazione: le red flag
Le red flag sono dei veri e propri campanelli d’allarme perché indicano atteggiamenti che descrivono dei comportamenti tossici all’interno delle relazioni interpersonali, soprattutto se sentimentali e ci avvisano che qualcosa potrebbe non farci bene
Non sono facili da riconoscere subito e possono arrivare in qualsiasi momento del rapporto e da non sottovalutare ma da prendere, appunto come “bandiere rosse” di avvertimento.
Perché sono importanti?
Sono tutti quegli atteggiamenti che pongono le basi per una relazione malsana come, per esempio, minare le proprie libertà tra cui impedire di vedere determinate persone o di indossare certi vestiti.
Se ci sentiamo costantemente controllati o svalutati, quello è il segnale bisogna cogliere senza aspettare che la situazione peggiori per prenderlo sul serio perché, naturalmente, il confine è poi la violenza: che sia fisica, verbale, psicologia o economica, questo è il confine che mai dev’essere superato.
E’fondamentale imparare a riconoscere questi comportamenti per dare importanza al proprio benessere e lasciare chi ci fa sentire meno liberi o meno sicuri non ci rende deboli ma, al contrario, è il primo passo per scegliere relazioni che ci fanno stare bene davvero.
Molto spesso speriamo e pensiamo che si sia semplicemente trattato di un episodio isolato e che la situazione di sicuro cambierà e non ricapiterà, ma purtroppo non è così ma è soltanto l’inizio di una spirale e con il tempo gli episodi violenti non solo si ripetono, ma diventano sempre più gravi e pericolosi anche quelli che ci sembrano banali.
Se invece ci sono già forme di violenza, la priorità è una sola: fuggire a gambe levate perché sono segnali da prendere sul serio per proteggersi e capire che nessuno dovrebbe accettare di vivere in una relazione che fa male, e nessun segnale di malessere va mai ignorato.
E’ importante anche affidarsi alle proprie sensazioni, emozioni, a quello che il proprio corpo trasmette: se spesso ci si sente in ansia, in colpa, si prova disagio a stare assieme all’altra persona allora è il caso di fermarci e porre un po’ più di attenzione alle reazioni e capire se possono con il tempo farci ancora più male.
Un altro aiuto fondamentale è quello che possono dare le persone vicine: « Amici, familiari, persone esterne alla relazione spesso vedono con più lucidità quello che noi, coinvolti emotivamente, facciamo fatica a riconoscere.
Tecnica di Banksyng: come lasciare il partner
Ecco un comportamento tossico nella relazione di coppia. Conosciamo tutti Banksy, il famoso street artist con le sue notissime opere d’arte di denuncia con temi attuali rivolti alla politica o a problemi sociali e che troviamo sempre “a sorpresa” quando realizza un murales che nessuno mai saprà come e quando arriva e chi colpirà.
E’ stato coniato il termine “tecnica silenziosa di Banksyng” proprio per le relazioni di coppia tossiche che reagiscono senza comunicazione, avviso o annuncio sparendo dalla scena, mentendo e scappando perché è più facile che impegnarsi a comunicare per risolvere i problemi che significa prendersi delle responsabilità verso sé stessi e verso gli altri, mettendosi in gioco parlando sinceramente a cuore aperto; ma tutto questo richiede coraggio e, purtroppo non è un comportamento che si riscontra facilmente.
Preferiamo nascondere tutto sotto la sabbia come fa il gatto e non vogliamo ammettere criticità e problemi: meglio fingere, mascherare i veri sentimenti lasciando che la relazione si logori e si esaurisca. Colui che sta subendo tutto ciò non ne ha nessuna consapevolezza così la rottura arriva all’improvviso come un terremoto così come fa Banksy con le sue opere.
Le conseguenze?
Catastrofiche, sconvolgenti per chi subisce perché non ha avuto il tempo di prendere delle difese e di cercare di abituarsi per risolvere o per cercare di salvare il rapporto. Un bel giorno chi è vissuto accanto a te ti dice che non ti ama più e tu sei lì che senti un dolore lancinante, ferito, solo e ti poni domande che non avranno mai risposta.
Eccola la dinamica tossica dove paghi solo tu perché l’altra persona ha già avuto tutto il tempo di “programmarsi” e superare la sua crisi emotiva. Chi è vittima di Banksy vive un calo di autostima e è impossibile non chiedersi: dove ho sbagliato? Ci vuole tempo a capire che c’erano solo egoismo e vigliaccheria dall’altra parte e che non è vero che non si è “abbastanza”o che ci si merita l’abbandono perché non si è “di più”.
La famosa opera di Banksy “Girl with Balloon” può essere di esempio perché si è autodistrutta nel 2018 dopo essere stata venduta per un milione di dollari perché l’artista aveva inserito un meccanismo che si è attivato dopo la vendita.
Così succede tra partner quando, senza che uno dei due se ne possa accorgere, l’altro è già lontano lasciando dietro di se rovine e sofferenze di una crisi di cui la povera vittima non si era nemmeno resa conto.
Amicizie Tossiche
Anche le amicizie possono rivelarsi tossiche, perché non ci sono solo le relazioni con partner, parenti, capi e colleghi che portano a consumare energia e corrodere serenità e autostima.
Le relazioni amicali dovrebbero essere rassicuranti, rinforzanti e rigeneranti, ma talvolta possono diventare un terreno minato di dinamiche sbilanciate, manipolazioni sottili, invidie e ricatti perché l’amicizia, a differenza dell’amore, si dà per scontata ma il rapporto di amicizia richiede lo stesso cura, confini chiari e la capacità di riconoscere quando qualcosa non va e la capacità di chiedere scusa.
Cosa succede con le amicizie tossiche? Spesso si nascondono dietro a pseudo complicità, ma lasciano sensazioni pesanti di insoddisfazione, autocritica e stress emotivo elevato anche se tendiamo a giustificare i comportamenti dell’altro cercando di minimizzare il nostro disagio.

Dobbiamo assolutamente imparare a decifrare i segnali ditossicità che diventa fondamentale per difendere il proprio benessere psicologico capendo sel’amicizia in questione può essere salvata, magari con una franca discussione, oppure capendo i segnali che possono indicare quando un’amicizia diventa pericolosa e dobbiamo imparare a dire NO.
Nelle discussioni con un amico non dobbiamo mai essere giudicati ma ascoltati e consigliati, e bisogna sentirsi alla pari dove tutte e due le persone sono importanti, così come le richieste di presenze o telefonate devono avere una base di libertà e non di colpa se non si è subito disponibili.
L’amico tossico sarà invidioso e non godrà dei vostri successi ma cercherà sempre di sminuirli.
Quando si sta male o si hanno forti delusioni un amico è importante e non può sminuire le nostre sofferenze dicendo che siamo esagerati e che non è successo niente
L’amico tossico è egoista, sempre pronto a rinfacciare tutto quello che lui fa per noi e che, secondo lui deve essere restituito con gli interessi perché non conosce la reciprocità perché i suoi bisogni sono full time: voi dovete esserci sempre per lui!
Cerca di isolarvi dalle persone che frequentate parlando negativamente di loro, spettegolando e creando zizzania e piccole gelosie per sminuire l’interesse reciproco che provate per loro
Conosce le vostre insicurezze e le usa, anche in modo sottile, per farvi sentire in difetto e non all’altezza producendo una dinamica subdola che con il tempo diminuisce la vostra autostima e vi fa sentire piccoli, sbagliati, fragili.
Truffe d’amore
Truffe sentimentali, truffe d’amore: eccoli gli ambigui tranelli che non danneggiano solo il portafoglio ma soprattutto la sfera sentimentale e emotiva delle vittime sfruttando le persone con particolari fragilità, suggerendo una specie di finta storia d’amore online.

Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo su “Facebook e altri social: dove l’inganno sono amici virtuali e solitudine reale“
Vediamo che ci sono sempre più persone, specialmente donne, che hanno bisogno di affetto e attenzioni per cui diventano vittime di vere e proprie organizzazioni di truffatori che tendono tranelli attraverso inganni amorosi distruggendo psicologicamente le vittime.
Queste truffe d’amore creano molta sofferenza, sono distruttive e producono traumi e danneggiamenti esistenziali provocati dalle menzogne sentimentali che vengono dette abusando e plagiando le persone che ci cascano.
Purtroppo sono tutte basate sull’inganno per creare l’illusione di un innamoramento a distanza con richieste di denaro attraverso veri e propri ricatti emotivi.
In ambito internazionale le truffe d’amore sono conosciute come “Romance Scam” o “Love Scam” e sono particolari cyber-truffe, specialmente via Internet, per ottenere denaro prospettando alla vittima progetti di vita di coppia futura.
La Federal Trade Commission (FTC)
La Federal Trade Commission (FTC) americana, che protegge i consumatori, comunica che i truffatori sentimentali stanno riuscendo ad ottenere soldi più che mai essendo riusciti a prendere alle vittime più di 300 milioni di dollari nel 2020 e sappiamo che in Italia sono state raggirate, da falsi corteggiatori sui social almeno 2.000 donne vittime di queste manipolazioni.
“I truffatori creano profili online attraenti per sedurre le persone, spesso prendendo immagini dal web e usando nomi inventati. Alcuni fanno un passo avanti e assumono l’identità di persone reali.
Una volta stabilito il contatto online, inventano motivi per non incontrarsi di persona. La pandemia ha reso tutto ciò più facile e ha ispirato nuovi colpi di scena alle loro storie, con molte persone che hanno riferito che il loro cosiddetto corteggiatore ha affermato di non essere in grado di viaggiare a causa della pandemia. Secondo quanto riferito, alcuni truffatori hanno persino annullato i piani del primo appuntamento a causa di un presunto test COVID-19 risultato positivo”.
Non dobbiamo pensare che le vittime siano solo donne tipo: ”casalinghe disperate”, ma anche professioniste, insegnanti e anche uomini, come abbiamo letto nella triste storia dove è andato a finire l’ex giocatore Roberto Cazzaniga che ha dato soldi (sembra 700mila euro in 15 anni) ad una donna che si era spacciata con il nome di una super modella.
Truffatori online
I truffatori online creano falsi profili per adescare le loro vittime sui vari media o su siti d’incontri, fingendosi innamorati della persona caduta in trappola e per adescarle spesso si presentano come top manager, piloti o militari spesso in missione con professioni legate all’immaginario romantico piene di avventure e fascino.
Cercano di guadagnare la fiducia della vittima e, quando ci riescono, cominciano a farsi corrispondere somme di denaro richiesto tramite circuiti di trasferimento di denaro internazionali (Western Union, MoneyGram) o bonifici su conti esteri o ricariche di carte di credito spesso intestate a prestanome.
Quali trucchi mettono in atto?
- Costruiscono la relazione via Skype o WhatsApp manipolando la fiducia e il comportamento della vittima.
- Quando danno un appuntamento inventano le scuse più disparate per non andarci e farsi mandare denaro dicendo che sono ammalati o che hanno subito una rapina durante la partenza.
- A questo punto se la vittima non vuole sborsare denaro la minacciano spacciandosi per autorità o avvocati.
Cosa posso fare?
- Segnalare alla polizia la truffa al più presto.
- Non sentirsi in colpa perché può capitare anche alle persone più istruite e intelligenti.
- Interrompete tutti i canali dove il truffatore/truffatrice vi può contattare.
- Non prendere in considerazione degli aiuti online per recuperare il denaro.
- Confidarsi con amici e famiglia fa bene e può aiutare.
- Chiedere un aiuto psicologico ad una psicoterapia che possa rafforzare, ridare fiducia e elaborazione per non cadere più in situazioni del genere.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo sulla “psicologia e psicoterapia“
Crepacuore
Si chiama “Sindrome del cuore spezzato o infranto” ed è causata da un forte stress emotivo, un dolore per un amore perduto, per un’amicizia finita o deludente che viene vissuta in maniera molto pesante dalla persona e colpisce prevalentemente le donne.
Anche il COVID ha fatto la sua parte colpendo la sfera psicologica e coinvolgendo le persone con tutta una serie di patologie e complicazioni anche dopo la malattia, dove gli esperti psichiatri e psicologi vedono un aumento dei deliri in questa malattia così oscura.
La sindrome del cuore spezzato o sindrome di Takotsubo consiste in una sofferenza cardiaca temporanea che riproduce i sintomi tipici dell’infarto, una cardiomiopatia da stress dove il dolore delle persone coinvolte si manifesta in maniera psicosomatica attraverso il corpo.

Quali possono essere le situazioni stressanti che si presentano nella sindrome di Takotsubo?
- Divorzio o separazione
- Diagnosi di una grave malattia
- Morte di una persona cara
- Grosse somme di denaro che vengono perse o vinte
- Incidenti come fratture, attacchi d’asma o interventi chirurgici
- Problemi finanziari da perdita del lavoro
Il crepacuore dovuto all’amore perduto o alla mancanza d’amore fa parte della vita e può sempre insegnarci qualcosa per conoscerci meglio perché la vita è imprevedibile e ci può portare a nuove scoperte, a nuovi traguardi, a scoprire persone vicine a noi che ci vogliono bene e che ci possono aiutare ad uscire dalla tristezza.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo su “come dimenticare un’amore“
Cosa succede quando ci si libera da una dipendenza affettiva
Come psicoterapeuta ho ascoltato molte persone che affrontano e superano una dipendenza affettiva e ognuna di loro ha una risposta che racconta una loro verità.
Uno dei primi pensieri di cui ci rendiamo conto quando la dipendenza affettiva è guarita è che si smette di idealizzare l’altro riuscendo a vederlo com’è, così come si ritorna ad incontrare se stessi, magari con un po’ di paura e ansia perché non si è sicuri di poter affrontare la nuova situazione, e c’è la tentazione di tornare indietro come se avessimo bisogno di sentirci vivi attraverso quell’amore tossico.
A questo punto bisogna fare i conti con la nostra solitudine, imparare a esplorare i nuovi equilibri e a riconoscere i propri bisogni e come appagarli nel rispetto della nostra identità, con la consapevolezza della possibilità di scegliere di amare e farsi amare dall’altro in modo sano e costruttivo.
Sappiamo che la dipendenza affettiva trasforma l’amore in sofferenza e frustrazione mentre l’amore dovrebbe essere una manifestazione tra le più sane e costruttive essendo un innato bisogno dell’uomo e non un dolore che porta a gravi problematiche psicoaffettive e relazionali.
Quando cominciamo una relazione affettiva, all’inizio sembra amore ma, col tempo che passa ci si accorge che non si riesce mai a dire all’altro “no” e si tende sempre a compiacerlo costruendo un “falso sé” che spegne la libertà personale e poter ritrovare la propria autenticità diventa un atto d’amore e di rispetto per sé stessi
Cos’è il falso sé?
Il falso sé è un modo di difendersi per mantenere un legame emotivo a qualunque costo e nasce dal bisogno di conferma e dall’idea che l’amore debba essere conquistato attraverso comportamenti “adeguati” piuttosto che vissuto nella libertà di essere se stessi.
All’interno delle relazioni affettive, questo meccanismo porta a interpretare costantemente ciò che l’altro si aspetta, fino a costruire una versione artificiale di sé, modellata sulle necessità altrui.
In apparenza, tale adattamento sembra garantire stabilità, ma nel tempo si trasforma in un progressivo svuotamento emotivo. L’amore, invece di rappresentare uno spazio di crescita e autenticità, diventa un terreno di controllo e paura.
Mi rendo conto, durante la psicoterapia nelle parole dei pazienti, che l’origine del falso sè lo si trova spesso nelle prime esperienze di vita quando l’affetto dei genitori viene percepito come legato al comportamento o al rendimento e il bambino impara che l’amore non è un dono spontaneo, ma una ricompensa che si deve meritare.
Frasi come “Se ti comporti bene, sei bravo” o “Non ti voglio più bene se non fai quello che ti dico” trasmettono il messaggio che l’essere accettati dipenda dall’adattarsi alle aspettative degli altri.
Con il tempo, questo schema viene interiorizzato e riprodotto anche nelle relazioni adulte e si diventa quello che pensiamo voglia l’altro, rinunciando progressivamente a esprimere bisogni e desideri autentici e l’identità autentica si indebolisce, sostituita da una versione costruita per piacere.
Quando il falso sé cede il posto alla verità su sé stessi, anche l’amore cambia forma perché un legame autentico non richiede maschere né adattamenti, ma si fonda sul rispetto e sull’ascolto reciproco e solo un amore libero da ruoli e paure consente a entrambi i partner di crescere senza perdersi.
L’amore autentico non si conquista: si riconosce e cresce nella sincerità.
Emozioni: il ricatto emotivo
Quando si parla di manipolazione psicologica è un esempio molto pesante di quello che succede quando abusiamo, anche inconsapevolmente delle emozioni di qualcun altro come le sue fragilità e vulnerabilità per costringerlo a fare quello che vogliamo.
Tutto questo si manifesta come un vero e proprio abuso che capita spesso in famiglia ma non si escludono amici o partner ed è un ricatto emotivo che fa sentire in colpa la povera vittima.
Parlandone dal punto di vista psicologico è una vera forma di manipolazione affettiva in cui una persona usa una specie di violenza psicologica con una forte pressione sulla vittima usando come convincimento le sue paure, il senso del dovere o quello di colpa per riuscire ad ottenere quello che vuole, per raggiungere il suo obiettivo.
Spesso viene fatto senza esserne pienamente consapevoli con frasi tipo:” lo dico e lo faccio per il tuo bene” anche perché non se ne parla mai apertamente, non sono strategie chiare che potrebbero essere contrastate attraverso la verbalizzazione e i “non detti”, specialmente nelle famiglie, pesano più delle grida e obbligano ad ubbidire anche se è contro quello che pensi.
I figli imparano che l’amore devono pagarlo con l’obbedienza e la loro libertà ha un costo affettivo che si riverserà nelle relazioni tossiche da adulti dove li riconosciamo come quei partner sempre accondiscendenti o amici che non dicono mai di no o colleghi che si lasciano sfruttare.
Non è solo la sfera domestica che influenza la vita della persona più debole, ma è un allenamento che si protrae nel tempo dove, attraverso l’interpretazione degli umori, i silenzi o le delusioni che si percepiscono, si impara a compiacere sempre perché è l’unica via che conosciamo.
Se capiamo la tossicità del meccanismo e cerchiamo di ribellarci, verremo tacciati di egoismo e insensibilità ma bisogna rendersi conto che solo la ribellione è guarigione e segnale di salute psichica
Se la comunicazione fosse autentica, se ci fosse spazio per un confronto senza maschere, i legami ne uscirebbero più forti, non più fragili.
Bibliografia
Gli incontri sbagliati. I volti dell’amore, Paolo Crepet, Mondadori
Donne che amano troppo, Robin Norwood, Feltrinelli
L’arte di amare, Erich Fromm, Mondadori
Gaslighting, Mary Perlman, Italian Edition
Crepacuore, Selvaggia Lucarelli, Rizzoli
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