Sesso e anziani, perché è ancora tabù

Il sesso e gli anziani comprendono alcune problematiche fisiche e fisiologiche come il calo della libido e la secchezza vaginale e altre psicologiche.

Sesso e anziani non vivono con tranquillità e sicurezza la propria corporeità.

Riscoprire il piacere di prendersi cura del proprio corpo è un elemento basilare, soprattutto nelle donne, per riaffrontare con serenità la sessualità ritrovata.

Stereotipi, superficialità, luoghi comuni

Sono questi i problemi che inquinano l’immagine della vecchiaia nella sua totalità ma, specialmente, per la sessualità.

L’anziano è stato considerato quasi esclusivamente una espressione deteriore con attributi poco gradevoli così come poco rispondenti al vero.

Oltre ai soliti stereotipi tipo le deficienze fisiche, l’indementimento o la petulanza si pone la questione dei giudizi ingiusti che riguardano il sesso tra anziani.

Tale questione non viene neppure posta perché l’anziano è ritenuto asessuato e sessualità e anziano sono stati termini non conciliabili, quasi antitetici.

Il sesso è per i giovani ai quali è lecito servirsene e se il vecchio vuole ancora praticare la sua sessualità, viene deriso.

Di tutti questi assurdi luoghi comuni e pregiudizi la società si sta, in realtà, piano, piano liberando.

Il sempre maggiore numero di anziani induce a abbandonare i vecchi tabù e a valutare i problemi della senescenza con maggiore obiettività e realtà.

Bisogna abbattere inutili e ingiuste barriere, per rendere giustizia a chi può e deve godere e gioire di emozioni che la sessualità può offrire.

Come nel passato è stata vissuta la vecchiaia

Dall’antichità ai nostri giorni il sesso tra anziani è stato influenzato dal concetto di vecchiaia tipico del periodo che lo ha espresso.

L’atteggiamento sulla vita intima degli anziani è strettamente legato al grado di stima e consenso sociale che hanno o meno goduto nei secoli.

Più alta è la stima per la persona, più tollerante è la valutazione del gruppo nei confronti della sua sessualità.

Accettando l’anziano accettiamo la sua sessualità perché accolta la persona accoglieremo anche la sua sessualità

Mondo ebraico

Nel mondo ebraico e nella Bibbia e nell’Antico Testamento la parola “eros” non è mai nominata.

Ai sacri autori interessa l’ethos che codifica i principi morali, nell’osservanza dei quali, questo popolo scelto da Dio possa attenersi.

Le perversioni, le deviazioni dal codice morale e i comportamenti lussuriosi vengono costantemente puniti.

La masturbazione è considerata uno spreco della capacità di dare origine a una nuova vita, è un atto di disobbedienza alla volontà divina.

Dove e come si colloca il sesso tra anziani in questa visione largamente dominata dall’ethos?

C’è molto rispetto per la vecchiaia ma nella Sacra Bibbia si parla poco del sesso tra anziani.

Il provare piacere è considerato inseparabile dalla capacità di generare.

I Greci

Non amavano la vecchiaia che Esiodo definisce “triste”, dea delle Tenebre, figlia della notte, sorella della Morte, della Miseria e del Sonno.

Gli dei vivono sull’Olimpo e sono quasi tutti giovani e belli e gli eroi di Omero sono tutti giovani e vigorosi.

I poeti descrivono la vecchiaia come una situazione dolorosa e miserabile dove il sesso tra anziani non viene certo preso in considerazione.

I filosofi come Platone pensano che la riduzione del vigore sessuale, è di aiuto allo spirito e allontana l’immagine spiacevole del vecchio in preda alle passioni.

Aristotele partendo dal presupposto dell’unione tra anima e corpo, conclude che lo svigorimento dell’uno si riflette inevitabilmente sull’altro

I Romani

Nella storia romana il potere degli anziani andò progressivamente declinando nei secoli.

In età repubblicana gli anziani gestiscono il potere e l’autorità ( senator deriva da senes=anziano) e nella casa il pater familias ha l’ autorità.

I vecchi diventano di troppo sia nella res publica che nella famiglia e in età imperiale ai senatori si sostituiscono giovani militari.

L’anziano è solo senza potere politico con le sue sofferenze e la sua decrepitezza dove il sesso tra anziani non è certamente contemplato.

Medio Evo

Nel quarto secolo d.C. due eventi modificarono il corso della storia dell’Alto Medioevo: le invasioni barbariche e l’affermarsi del Cristianesimo.

I barbari portarono con sé l’idea che la vera legge è quella del più forte e i vecchi, specchio della debolezza, hanno poco valore.

Cristianesimo

Non si interessa ai vecchi ma all’uomo in generale e al suo rapporto con Dio dove non c’è posto per il sesso tra anziani.

La vecchiaia viene vista come immagine del castigo divino per il peccato originale.

La Chiesa ha estremo rispetto dei vecchi e sono i preti che annoverano la percentuale più elevata di anziani.

IL 400

I poeti descrivono la vecchiaia come un’età infelice, solcata dalle malattie, dalla bruttezza e dal decadimento inarrestabile.

IL 500

Il secolo del Rinascimento che con il mito della giovinezza e bellezza, non può che lottare contro la vecchiaia.

IL 600

L’immagine della vecchiaia non fu molto diversa dai secoli precedenti.

IL 700 

C’è un notevole aumento demografico che, nelle classi più agiate, sfocia in un invecchiamento demografico.

E’ il secolo dei buoni sentimenti, anche se ne sarà l’epilogo la Rivoluzione Francese che farà cadere molte teste.

Il vecchio è visto come uomo mite, sensibile, dalle passioni pacate, dai desideri discreti.

L’800

La popolazione europea passa, nei primi 70 anni del secolo da circa 187 a 300 milioni.

La gente arriva in città dalle campagne per la richiesta di mano d’opera per la nascita delle nuove industrie.

Gli anziani vengono portati dai figli poveri in ospizi per indigenti, mentre i nobili e i borghesi con disponibilità vengono tenuti più in considerazione.

In Inghilterra tornano i principi dei puritani secondo cui gli anziani devono essere senza appetiti.

In Francia Victor Hugo parla dei vecchi nei suoi scritti cercando di dargli quella dignità che non viene riconosciuta da tutti.

La sessualità ha avuto un posto importante nella maturità dello scrittore e ultrasessantenne ha molte donne anche prostitute e annota tutto in un taccuino.

IL 900

E’ l’epoca dei grandi mutamenti politici e storici: in Russia la rivoluzione d’Ottobre, in Italia il fascismo e in Germania il nazismo.

Due guerre mondiali, deportazioni, stermini di massa, epurazioni vengono a sconvolgere il quadro sociale dove i vecchi aumentano molto.

Diversi anziani sono al potere in modo attivo

Churchill in Inghilterra fino a 81 anni, Adenauer in Germania fino a 87,Mao Tze Tung in Cina, De Gaulle in Francia, Franco in Spagna, Tito in Jugoslavia.

Sono frequenti gli esempi di anziani non solo desiderosi ma con un vigore sessuale molto attivo:

Charlie Chaplin e Picasso hanno avuto figli in età avanzata, il violoncellista Pablo Casals a 75 anni si è sposato con una giapponese di 29 anni e a 80 anni si è risposato con una ragazza di 20.

Questo conferma che la sessualità non ha età e che il desiderio sessuale sia per gli uomini che per le donne può continuare tutta la vita.

Sesso e anziani – I nostri giorni

Negli ultimi decenni la società ha presentato importanti cambiamenti, legati all’aumento degli anziani con famiglie composte da due o tre componenti.

La gerarchia familiare ha perso il suo significato, il ruolo del vecchio non è il solo depositario del passato ma arrivano libri, computers e mass media.

Non potranno, però, mai trasmettere il bagaglio di esperienze che gli anziani possiedono.

Miti della vecchiaia

Tra i miti della vecchiaia il primo è il consumismo dove ha valore chi produce beni e li consuma.

Fino a pochi anni fa l’anziano era escluso dal mondo produttivo non rientrando nella fascia dei grandi consumatori.

Recentemente la pubblicità si è accorta che l’anziano è diventato un potenziale consumatore non essendo più povero come prima.

Il culto del corpo è il secondo dei miti della vecchiaia e per mantenersi più giovani viene proposto un modello giovanile, dinamico e iperattivo.

Rifiuto della vecchiaia

C’è un rifiuto della vecchiaia come se fosse una colpa perché non può competere con altre fasce di età come se non avesse una sua dignità.

Il problema non è di sostituire il termine “vecchiaia” con altri tipo non più giovane, ma il vero problema è quello di invecchiare bene.

Ora sta affiorando una nuova coscienza che cerca di cancellare i pregiudizi sulla vecchiaia.

Tra questi quello di una vecchiaia asessuata o con sessualità deviata che portano a molti conflitti nella persona anziana.

Censurare la sessualità non fa altro che creare dolore, disadattamento, e gli anziani devono non vergognarsi della loro né pretendere che sia uguale a quella di prima.

La permanenza di una buona sessualità in età senile non va considerata un mito, non è l’eccezione ma la regola.

E’ un mezzo per continuare a sentirsi necessari per gli altri e soddisfatti verso se stessi e avere un ruolo significativo.

Spesso la sessualità dell’anziano è condizionata da ciò che la gente pensa e viene smorzata da fattori psicologici e sociali.

Risposta sessuale, l’eccitazione

L’eccitazione si manifesta con una vasodilatazione a livello genitale in maniera anatomicamente diversa nei due sessi.

L’attività sessuale tende a ridursi con l’invecchiamento ma non scompare, se lo vogliamo può essere ancora più gratificante.

La vita degli anziani è contrassegnata dalla presenza di pregiudizi e stereotipi, vista come un periodo di inesorabile declino fatto di perdite e deficit.

Anche la sessualità viene vista filtrata dal pessimismo, come un’attività in declino.

Spesso si associa alla ridotta capacità di procreare l’idea di una ridotta attività sessuale avendo avuto il matrimonio come fine primo la procreazione e l’educazione dei figli.

IL passo è breve per arrivare a concludere che quando cessa questa potenzialità creatrice, cessa anche il sesso.

La società incontra difficoltà di fronte a questo tipo di sessualità non fertile, come quando si confronta con la sessualità del bambino.

Pensiamo che sia la bellezza fisica la molla che spinge due persone ad unirsi e quando questa si modifica la sessualità finisca.

La sessualità non deriva solo dall’unione di due corpi, quanto dall’unione di due persone, è una relazione a livello fisico, psichico e sociale.

La sessualità dell’anziano non è ben conosciuta né dagli anziani né dalle persone critiche verso di essa, le idee sono vaghe e approssimative.

Continuare l’attività sessuale significa, per la persona, accettare le riduzioni funzionali legate all’invecchiamento e vivere positivamente le modificazioni del corpo.

Bisogna vivere la vecchiaia e non essere vissuti, impadronirci di essa e non lasciare che essa si impadronisca di noi.

Deve nascere un patto di alleanza con la vecchiaia per non considerarla un nemico e percorrere insieme i passi del nostro cammino.

Anche se siamo anziani possiamo cambiare e migliorare, anche facendoci aiutare con una psicoterapia.

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