Il cuore e la passione

Nel pensiero dell’uomo, sin dai tempi più antichi, il cuore e la passione costituiscono un simbolo e una spinta vitale.

Il cuore e la passione ha le sue ragioni, che la ragione non conosce“: è una frase che sentiamo spesso e che ci porta a una realtà dove la passione è fondamentale.

Quando dobbiamo fare una scelta esistenziale potrebbe nascere il conflitto tra la parte emotiva e la razionalità.

Il cuore è il centro degli affetti, delle emozioni, delle pulsioni, dei bisogni e degli istinti e il suo battito scandisce il ritmo della vita. 

Se non stiamo bene sentiamo perdere questo ritmo.

Quando in Egitto si imbalsamavano i morti il cuore restava intatto nel corpo della mummia perché veniva considerato il centro supremo dell’uomo e doveva rispondere delle sue azioni al cospetto del giudizio divino.

Il cuore e la passione rappresentano la sintesi del maschile e del femminile, dello spirito e della materia. Il cuore è rosso e caldo come il fuoco, simbolo del maschile

Oscuro e concavo come il femminile ed è nel suo centro che, come dice la filosofia orientale, materia e spirito si amalgamano pienamente.

Per noi occidentali il cuore e la passione sono il centro dell’affettività mentre il cervello quello dell’intelligenza e della razionalità.

Per i saggi dell’antico Egitto era visto come un organo inseparabile dalle emozioni e, quindi, non più dicotomia tra psichico e organico ma armonica fusione.

L’intuizione che loro chiamavano “intelligenza del cuore” è vicina a quella che noi definiamo come “intelligenza intuitiva“.

Si muove continuamente dall’inconscio alla coscienza e la dovremmo gestire in maniera ritmica e armoniosa per non incorrere in conflitti che spesso si manifestano con disturbi psicosomatici.

Una relazione perda interesse quando non dà più quelle sensazioni di forte emozione che vengono localizzate nel cuore che batte all’impazzata. 

E’ come se non riuscissimo a godere di sentimenti sereni. Tutto deve essere vissuto come uno sport estremo con il cuore e la passione.

Pensiamo a quei programmi sulle coppie, in televisione, dove i sentimenti sono amplificati come se fossimo diventati sordi. 

C’è bisogno di un amplificatore o, meglio, di un microfono per poter sentire qualche cosa.

Più che vivere bene bisogna cercare di vivere con una certa armonia, un certo equilibrio. 

Dobbiamo accettare i momenti infelici come facenti parte della nostra esistenza, così che anche il nostro cuore potrà trovare o ritrovare il giusto ritmo.

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