In questo articolo tratteremo i temi seguenti:
Cos’è la terapia di coppia e come si svolge
La terapia di coppia è un mezzo per risolvere conflitti e problemi che la coppia non riesce a risolvere da sola e che rendono difficile lo stare insieme.
Ci possiamo porre queste domande:
- La relazione di coppia cambia nel tempo?
Certo che cambia e si trasforma continuamente e non sempre riusciamo a capirlo e, senza accorgercene, andiamo in crisi e ci sembra di vivere con un estraneo. - Le coppie stabili e felici esistono?
Non in maniera assoluta perché tutte hanno sperimentato conflitti, tensioni e litigi che non sempre riescono a risolvere finendo con una separazione anche dopo molti anni. - Quali sono gli obiettivi che si pone una terapia di coppia?
Aiutare le coppie, etero o omosex, ad avere una nuova chiave di lettura e consapevolezza per i loro comportamenti. - In cosa consiste il percorso per una terapia di coppia?
Le sedute sono quindicinali e il terapeuta assegna dei compiti da svolgere a casa per rinsaldare la complicità della coppia. - Terapia di coppia o terapia sessuale?
In ogni caso è sempre rivolta alla coppia e c’è bisogno di intervenire su tutti e due i membri, anche se il motivo che li ha portati in terapia è quello sessuale di uno solo dei due. - Qual è la regola fondamentale per i due partner?
La terapia di coppia è un lavoro che è anche rivolto a sé stessi, oltre che sulla relazione. Entrambi i partner, tuttavia, devono impegnarsi nel percorso terapeutico affinché la coppia ne tragga il giusto giovamento.
Prima di leggere questo articolo vi consiglio di guardare questo mio brevissimo video dove vi parlo di cosa aspettarsi da una terapia di coppia:
Quando è necessario intraprendere una terapia di coppia
Quando serve veramente fare terapia di coppia? Quando c’è mancanza di intimità, di confronto, di dialogo e di sessualità, che diventano le spie più importanti del malessere della coppia.
Non è facile prendere la decisione di iniziare una terapia di coppia perché si pensa sempre che ce la faremo da soli: in questo modo restiamo però bloccati dalla routine quotidiana e dalla paura del cambiamento.
Approfondisci con l’articolo: Paura della Solitudine
Come psicoterapeuta di coppia so che le persone aspettano dai tre anni in su prima di prendere la decisione che devono fare qualcosa di più per risolvere i loro conflitti e, a questo punto, è molto più difficile perché sono già pieni di aggressività e la coppia arriva già molto sfibrata.
Ho notato che ci sono buone probabilità di risolvere i problemi quando si affrontano subito e quando c’è ancora molto amore e intimità che diventano la motivazione per la buona riuscita del lavoro sulla coppia.
In ogni caso la terapia di coppia può essere utile sia a migliorare la relazione, sia a conoscere meglio sé stessi, ma anche ad accettare e affrontare una inevitabile separazione senza rabbie, sensi di colpa e con la consapevolezza che nella coppia nuova che si formerà in futuro, non ci saranno più certi errori perché sono stati capiti e elaborati.
Cosa cerca di fare il terapeuta di coppia?
Cercherà di osservare bene i due partner e le loro dinamiche per capire quali strumenti dare per risolvere i conflitti e imparare che ci sono nuovi modi di comunicare, atti a rinforzare la relazione e renderla più solida e felice.

Come funziona la terapia di coppia
La terapia di coppia funziona solo se viene richiesta e motivata da tutti e due i partner che devono avere ancora interesse e amore l’uno per l’altro.
Quando si affronta una terapia di coppia è importante tenere bene a mente i seguenti punti:
- Funziona se riusciamo a trovare un percorso comune.
- E’ un lavoro di squadra fatto di responsabilità e impegno.
- Bisogna avere un obiettivo comune e si lavora con lo psicoterapeuta per ritrovare l’equilibrio perduto.
- Ci saranno momenti difficili e verranno dette cose spiacevoli ma liberatorie per ricominciare.
- La comunicazione diventa fondamentale durante le sedute per mostrare le proprie emozioni.
- Se alla fine ci dovesse essere la separazione, questa deve essere affrontata in maniera adulta senza grandi rabbie e senza coinvolgimento dei figli.
La terapia di coppia funziona? Si se tutti e due si mettono in discussione
Quanto è utile la terapia di coppia? Ne sentiamo parlare tanto, ma quanto è in effetti utilizzata come opportunità di crescita?
Le liti e i conflitti tra partner, non portano solo dolore e delusione ma anche una serie di ripercussioni sulla salute psicologica e fisica, e possono portare alla fine della relazione.
Quindi soffrire, comprendere, rompere una relazione, mediare, ma anche sostenere i costi del dolore o affrontare un tradimento non sono solo temi delicati e personali ma anche temi che riguardano tutti noi, il tessuto sociale, e che hanno bisogno di soluzioni.
La psicoterapia, in particolare quella di coppia, è una di queste risposte, ma scarsamente usata, perchéla consulenza e la terapia di coppia sono strade non sempre considerate per sensi di colpa e vergogna:” ma come mai non riusciamo a risolvere tra noi due?” Ci provano e vanno avanti mesi e anni accumulando sofferenze e specialmente tante rabbie. Il conflitto in corso non sempre permette l’apertura, mentale ed emotiva, utile ad accordarsi perlomeno sulla richiesta di un aiuto esterno.
Chiedere un aiuto professionale implica la ricerca di uno psicologo psicoterapeuta competente che padroneggi modello di intervento adatto al problema, cioè specializzato in terapia di coppia e che possa essere accettato da tutti e due attraverso empatia e simpatia.
La coppia deve affrontare i costi economici di tale intervento e il costo si ripaga da sé in termini di benefici psicologici e relazionali, rivelandosi poi un ottimo investimento familiare e personale perché qualsiasi sia il risultato c’è sempre un’acquisizione di esperienze e conoscenze.
Quando la terapia ha inizio e i suoi effetti, dicono le ricerche, sono utili, ma non scontati perché giocano un ruolo fondamentale interventi appropriati, ma anche le aspettative e la disponibilità dei partner.
Questo è fondamentale sia per il risultato dove la coppia decide di stare insieme accettando cambiamenti e mediazioni, sia se la coppia decide di separarsi però con un nuovo bagaglio di conoscenze che sicuramente aiuteranno in futuro a capire meglio “cosa è importante per me e con chi posso stare bene”.
Quando arrivano in terapia, spesso un partner esercita pressione sull’altro attraverso lamentele e critiche mentre l’altro appare più distante o passivo e spesso i partner nutrono l’aspettativa che il terapeuta possa indicare chi ha ragione e si comporti come un giudice condannando qualcuno: naturalmente non è così e i partner svolgono un ruolo attivo dalla fuoriuscita dal problema, e la terapia non è un luogo di giudizio.
Non tutti i partner che si rendono disponibili ad una seduta cercano un cambiamento, una ricomposizione del legame o una proposta di trattamento che includa anche loro o che si trovino bene col terapeuta.
Ricerche hanno rilevato che almeno il 20% delle coppie che iniziano la terapia non partecipano alle sedute per l’intero piano di trattamento, abbandonando dopo una o più sedute.
In generale i risultati delle ricerche rivelano effetti complessivi di ampia portata, indicando che gli interventi di coppia hanno un impatto notevole sulle coppie in difficoltà che svolgono una terapia rispetto alle coppie che non hanno ricevuto alcun intervento.
In particolare glistudi sulla terapia di coppia hanno mostrato un effetto significativo sulla soddisfazione relazionale. Ad esempio guardando a dati relativi a più di duemila coppie, la ricerca “Meta-analisi della terapia di coppia: effetti su risultati, tempi e altri fattori moderatori” del Journal of Consulting and Clinical Psychology rilevava che la terapia di coppia ha un impatto significativo sulla comunicazione, l’intimità emotiva e i comportamenti del partner. La terapia di coppia ha quindi effetti significativi su aspetti centrali della relazione e i benefici sono generalmente mantenuti nel follow-up a breve e lungo termine, cioè a distanza di tempo.
La terapia di coppia è metodo oramai accettato e accertato per ridurre il disagio relazionale e migliorare la qualità di una relazione. Gli interventi basati sul legame di coppia hanno ottenuto un notevole riconoscimento per la loro efficacia nell’affrontare un ampio spettro di specifici problemi di coppia, ma anche problemi individuali di salute emotiva e fisica.
Sicuramente fare una terapia di coppia non è facile e richiede tempo, denaro e molta voglia di sistemare la relazione e questa motivazione è la più importante, perché è il vero e proprio motore che può muovere al cambiamento e alla mediazione.
Quali problemi vengono risolti con la terapia di coppia
Nella coppia ci sono comportamenti pericolosi come la non comunicazione e l’aggressività che si manifestano da tempo e che la terapia di coppia può risolverli. Perlomeno, riuscirà a contenerli se la coppia ha ancora dei sentimenti che li portino a impegnarsi per questo tipo di lavoro.
Le varie ricerche hanno dimostrato che le disfunzioni della coppia non si risolvono da sole: i partner devono affrontare il malessere pensando che bisogna mettere in discussione anche se stessi e che bisogna essere pronti ai cambiamenti.
Spesso ho in terapia coppie che vengono per problemi sessuali dell’uno o dell’altro, ma la responsabilità è sempre di tutti e due perché la sessualità è solo la punta dell’iceberg, ed è il sintomo che avverte che il malessere è più in profondità.
Solo insieme possiamo trovare o ritrovare la consapevolezza del rapporto cercando di cambiare le cose che non vanno bene con le varie mediazioni che il terapeuta proporrà e che la coppia cercherà di mettere in atto e che discuterà nelle sedute.
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In quali situazioni è utile iniziare una terapia di coppia
Il percorso della terapia di coppia è adatto per varie situazioni come:
- Tutte le problematiche sessuali maschili e femminili;
- I matrimoni non consumati (matrimoni bianchi);
- I tradimenti;
- La nascita dei figli (possono destabilizzare uno o tutti e due i coniugi);
- La perdita del lavoro può far sorgere sensi di colpa e aggressività;
- Il pensionamento che ti fa rendere conto che sei “vecchio/a” e la coppia non ti basta più;
- Arrivano i problemi di comunicazione perché ci sembra ormai di parlare lingue diverse e manca complicità;
- La relazione è arrivata a un punto che ha deluso nelle aspettative che mi ero fatto/a quando abbiamo iniziato come coppia;
- Violenze domestiche fisiche, psichiche e verbali;
- Lotte per la supremazia e il potere tra il maschio alfa e la femmina alfa che non hanno più intesa e nessuno dei due cede;
- La differenza di cultura che prima non era importante e ora diventa chiara e deludente perché l’altro non ha fatto niente per adeguarsi;
- Ingerenze delle famiglie di origine che i due partner non riescono ad arginare;
- Uno dei due partner è troppo infantile e bisognoso di accudimento, amore e sicurezza e non riesce a diventare indipendente pesando sempre sull’altro;
- La mancanza di intimità e di contatto corporeo che comunica un senso di separazione e di freddezza anche dopo tanti anni di matrimonio.
Approfondisci con l’articolo: Matrimoni Bianchi: Amore senza Sesso ?

Come fare, come affrontare e come funziona la terapia di coppia
Indubbiamente “confronto” è la parola chiave per il percorso di una coppia che voglia preservare la relazione, perché è proprio l’ambito della comunicazione che deve essere sempre attentamente vagliato da tutti e due i partner e dove ci deve essere un ascolto verso quello che dice l’altro, attento e empatico.
Altro punto fondamentale è l’intimità sia affettiva che sessuale, che diventa una specie di cartina tornasole della stabilità e felicità della coppia come scrive Willy Pasini nel suo libro “Intimità”:
“Accedere all’intimità vuol dire ricevere l’altro nel proprio territorio intimo senza sentirsi invasi o contaminati”.
Per poter arrivare ad avere un’unione che possa rendere felici i due partner e durare nel tempo, bisogna essere emotivamente maturi per costruire un rapporto dove le diverse opinioni vengono esposte senza aggredire l’altro e le emozioni possano essere comunicate senza scatti di rabbia e lasciando spazio ai bisogni dell’altro.
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Sappiamo che la maturità emotiva dovrebbe essere insita nella persona, ma quando nelle reazioni primarie, cioè quelle legate ai primi legami affettivi genitoriali, non c’è stato un attaccamento affettivo positivo perché i bisogni del bambino e le sue emozioni sono state ignorate, o alcuni hanno avuto vissuti traumatici o abusi, ecco che tutto questo può portare ad un arresto dello sviluppo emotivo che ritroviamo nella coppia con la mancanza di capacità di problem solving e di frustrazioni non tollerate che portano aggressività e mancanza di equilibrio.
La coppia emotivamente matura ha la sicurezza dell’amore dell’altro e, specialmente, ha la fiducia di poter sempre contare sull’altro e con cui sentirsi al sicuro e con lo spazio per poter avere una crescita personale e una giusta autostima.
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Insieme per sempre?
Qual è il vero motivo per cui un amore è duraturo (o finisce presto)
Cosa causa la fine di un amore: a logorare i legami, anche quelli più passionali, sono i piccoli contrasti quotidiane gestiti nella maniera sbagliata.
Uno studio di Harvard durato moltissimi anni ( il celebre studio longitudinale iniziato nel 1938 e ancora oggi in corso) ha determinato che sono i modi diversi di reagire allo stress, le abitudini dell’altro, dell’altra, che irritano, i rancori che non si risolvono col tempo accumulando aggressività. Sono queste, in sintesi, le variabili che determinano la durata di una relazione di coppia.
Il suo messaggio è chiaro: nella vita di coppia, a fare davvero la differenza non è l’assenza di attriti, ma il modo in cui gli attriti vengono gestiti a livello individuale.
Per capire bisogna partire da che cosa sia stato, concretamente, questo studio. L’Harvard Study of Adult Development è uno dei più lunghi studi longitudinali mai realizzati sullo sviluppo umano. Nato alla fine degli anni Trenta, ha seguito per decenni centinaia di persone, osservandone la salute fisica, la salute mentale, la vita affettiva, il lavoro, l’invecchiamento.
Il progetto iniziale univa due gruppi molto diversi tra loro: da una parte giovani studenti e giovani studentesse della prestigiosa università dell’Ivy League, dall’altra ragazzi e ragazze provenienti dai quartieri più marginali di Boston. Nel corso degli anni, il team di ricerca ha raccolto una quantità impressionante di dati: interviste, questionari, cartelle cliniche, colloqui psicologici, informazioni familiari, osservazioni sul matrimonio, sulle amicizie, sull’isolamento e sulla qualità dei legami.
Proprio questa continuità nel tempo ha reso lo studio così importante, dal momento che restituisce il racconto di intere vite. Ed è da questo racconto che emerge un dato sulle relazioni di coppia: le relazioni non crollano solo per eventi eccezionali, anzi, molto più spesso si consumano lentamente.
A pesare sono le differenze caratteriali che non si lasciano correggere, i piccoli fastidi che si ripetono, le incomprensioni, e non sempre il problema è che cosa succede, come tradimenti, trasferimenti, l’arrivo di problemi economici o logistici, ma come si vive insieme ciò che di problematico succede.
Lo studio spiega che le coppie che reggono non sono quelle senza difetti o divergenze che sono normali o funzionali, ma sono quelle che non trasformano ogni differenza in una minaccia al legame. Persone cioè che non eliminano gli attriti fingendo che non ci siano problemi, ma che imparano ad affrontarli.
Il punto decisivo insomma diventa la gestione del conflitto. Le relazioni più stabili e durature non sono quelle in cui non si litiga mai ma quelle in cui entrambe le persone, o contemporaneamente o a turno, sanno abbassare la tensione per evitare che il disaccordo si trasformi in un giudizio sull’altro, e il desiderio di recuperare contatto emotivo dopo lo scontro.
Ascoltarsi a vicenda
Una relazione si indebolisce anche quando i partner smettono di guardarsi come persone in evoluzione, cioè una relazione in cui nessuno aggiorna più l’immagine dell’altro diventa prima piatta e poi fragile perché non ci si riconosce a vicenda. Da questa prospettiva si potrebbe dire, che i litigi servono a conoscersi.
Le coppie che funzionano non cercano di vincere a tutti i costi ma cercano di non perdere il legame per questioni che contano meno del rapporto stesso e che entrambe non smettano di “vedere” o “sentire” l’altra persona, anche quando litiga.

Quando fare la terapia di coppia
Possiamo continuare a pensare che esista veramente il “due cuori e una capanna”, ma vediamo che portare idealmente l’amore a soluzione e rimedio di tutti i dolori non funziona perché davanti a noi ci sono convivenze non riuscite e diventate pesanti o separazioni “da guerra” dove ci si rende conto che l’amore tra una routine quotidiana e scontata si logora e collassa.
Allora cosa fare? Bisogna che la coppia metta in atto un atteggiamento non come sacrificio ma come collaborazione, per riuscire a rigenerarsi con equilibrio e senza ansia, depressioni pesanti o sbalzi d’umore che invadono la coppia come uno tsunami.
Infatti sono normali i problemi tra partner dovuti a crisi di coppia per colpa dei genitori, crisi di coppia per lavoro o crisi di coppia con figli o crisi di coppia dopo un tradimento ma, mentre all’inizio del rapporto c’è la passione e pensiamo che non ci sarà mai una crisi di coppia, in realtà ci sono stati segnali premonitori che non siamo riusciti a cogliere perché abbiamo dato come scontata la relazione che è diventata un’abitudine.
I problemi di coppia spesso arrivano ad un certo punto del rapporto e in presenza di conflitti, spesso mai detti, e, specialmente quando ci sono problemi sessuali, la terapia di coppia risulta sempre molto utile.
Sicuramente prima si chiede aiuto e meglio è! Questo perché con il passare del tempo i problemi diventano sempre più difficili da mediare e i sentimenti non possono rinascere magicamente con la terapia di coppia che non serve se le rabbie, i dolori, le paure e le aggressività hanno preso il sopravvento sull’affettività.
Certamente nella terapia di coppia tutti e due i partner devono essere sicuri di volerla fare non per accontentare l’altro partner ma perché ne sono convinti e non devono avere altre storie parallele al di fuori della relazione perché è necessario un impegno emotivo importante per riparare ferite dolorose.
La terapia di coppia dà la possibilità di esporre davanti ad una persona competente, neutrale e non giudicante, i conflitti sia affettivi che relazionali che sessuali, per far capire che non c’è mai una sola verità e che bisogna imparare a comprendere e rispettare le posizioni dell’altro e l’equilibrio perduto ma, nonostante le criticità, c’è ancora un legame tra le due persone.
Indubbiamente è un percorso con momenti difficoltosi dove saliranno rabbie mai dette e richieste mai sentite durante gli anni vissuti insieme, ma il terapeuta diventa l’arbitro e l’alleato di tutti e due aiutando a capire con quali strategie possa essere possibile riportare la coppia ad una nuova intimità e complicità.

Crisi di coppia: come affrontare
Cosa fare? Che atteggiamento adottare? A chi rivolgersi?
Bisogna, prima di tutto, rendersi conto che c’è una crisi e accettarla osservando senza troppe lamentazioni ma cercando di accompagnarla perché è impossibile che prima o poi non arrivi e bisogna viverla come cambiamento, rinnovamento e trasformazione del rapporto.
Ci possono essere i momenti di freddezza e di allontanamento che possono essere vissuti come un’apertura verso una relazione più ricca perché ci si libera di automatismi e obbligatorietà che se diventano troppo pesanti hanno bisogno di essere risolti con l’aiuto di una terapia di coppia.
Amore: stimolo e azione
- Accettare i momenti difficili senza pensare di risolverli in poco tempo
- Farsi aiutare da esperti prima che sia troppo tardi
- Non ascoltare esperienze altrui perché ognuno di noi è unico e aderire ai modelli degli altri può risultare peggiore
- Stare bene in coppia è un lavoro che si costruisce giorno per giorno
In conclusione: che cosa ci si può aspettare dalla terapia di coppia?
Quando si parla di terapia di coppia ci rendiamo conto che molte persone non sanno bene cosa sia e spesso hanno paura ad informarsi e a fare il primo passo. Specialmente a comprendere che c’è la necessità di verificare la relazione di coppia, che non sta andando molto bene, e a prendere la decisione di fare qualcosa.
Il tempo passa e le coppie cercano di aggiustare il disagio che hanno facendo affidamento ad amici, parenti o religiosi per allontanare sempre di più il pensiero: ”ebbene si! Siamo in crisi” e così facendo la distanza aumenta sempre più.
Altro ostacolo importante si crea quando uno dei due partner pensa che la colpa sia solo dell’altro per cui non vuole partecipare alla terapia e la conclusione è che spesso uno dei due inizia una psicoterapia individuale.
Succede, anche, che dopo aver visto che il coniuge è deciso a ricorrere da solo a un consulto di psicoterapia individuale per capire e affrontare il problema, l’altro si convinca a fare un percorso di terapia di coppia.
Non possiamo aspettarci che la terapia di coppia cambi o risolva tutti i problemi ma, sicuramente, i colloqui fatti insieme nello studio del terapeuta di coppia riescono a scoprire anche le piccole o grandi cose che non ci si è mai detti e che hanno acquistato sempre più importanza per uno o per tutti e due i membri.
Approfondisci con l’articolo: Crisi di coppia, come affrontarla per risolvere i problemi
L’obiettivo che i partner vogliono ottenere quando decidono per una terapia di coppia è quasi sempre raggiunto se viene messa in atto quella che chiamiamo “alleanza terapeutica” se, cioè, collaborano alla buona riuscita della terapia impegnandosi e non “boicottando” il lavoro che viene svolto.
Attraverso la terapia otteniamo il superamento di schemi rigidi che portano all’accumulo di aggressività e impediscono il cambiamento della coppia per iniziare un nuovo viaggio insieme.
Possiamo anche arrivare a capire che c’è bisogno di una separazione fatta di rispetto e conoscenza degli errori che hanno portato al disgregarsi della coppia, per non farli più nel futuro di altre relazioni.
È importante affidarsi a un professionista che abbia formazione ed esperienza di terapia di coppia perché non è un percorso facile che possono fare tutti coloro che si occupano di psicologia.
Il terapeuta di coppia deve riuscire a mantenere il giusto equilibrio verso le due persone che formano la coppia senza avere simpatie o antipatie per uno o per l’altro, e deve rispettare l’obiettivo che si è posto di raggiungere con i suoi pazienti all’inizio del contratto terapeutico.
Il vostro terapeuta di coppia deve entrare in empatia con voi per fare un buon lavoro, quindi non fidatevi di figure alternative come counselor, coach o altro, perché chi fa psicoterapia deve essere laureato in psicologia e, dopo l’iscrizione all’albo della sua regione, deve essere specializzato in una scuola quadriennale per diventare uno psicoterapeuta che può effettuare sedute di psicoterapia.
Vi riporto le parole di Willy Pasini nel suo libro: “A che serve la coppia”.
“La vita di coppia resterà sempre misteriosa e ineffabile come il momento in cui ci si è dati il primo bacio. Sensuale, tenera, colma di aspettative e di paure. Ruolo del terapeuta, quando se ne sentirà il bisogno, sarà allora quello di aiutare a ritrovare lo spazio in cui far scorrere queste emozioni come un fiume”.
Approfondisci con l’articolo: Cosa significa un bacio?

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Bibliografia
R. Barthes, “Frammenti di un discorso amoroso”, Einaudi, 1979
U. Galimberti, “Il libro delle emozioni”, Feltrinelli, 2021
A. Roiphe, “Sposarsi?”, Corbaccio, 2003
W. Pasini, “Intimità”, Mondadori, 1990
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