Conflitto, mancanza di comunicazione nelle dinamiche di coppia.
Quali sono i comportamenti che rovinano una relazione?”
In questo articolo tratteremo i temi seguenti:
Coppia e comportamenti che creano disagio nella relazione: le red flag
Le red flag sono dei veri e propri campanelli d’allarme perché indicano atteggiamenti che descrivono dei comportamenti tossici all’interno delle relazioni interpersonali, soprattutto se sentimentali e ci avvisano che qualcosa potrebbe non farci bene
Non sono facili da riconoscere subito e possono arrivare in qualsiasi momento del rapporto e da non sottovalutare ma da prendere, appunto come “bandiere rosse” di avvertimento.
Perché sono importanti?
Sono tutti quegli atteggiamenti che pongono le basi per una relazione malsana come, per esempio, minare le proprie libertà tra cui impedire di vedere determinate persone o di indossare certi vestiti.
Se ci sentiamo costantemente controllati o svalutati, quello è il segnale bisogna cogliere senza aspettare che la situazione peggiori per prenderlo sul serio perché, naturalmente, il confine è poi la violenza: che sia fisica, verbale, psicologia o economica, questo è il confine che mai dev’essere superato.
E’fondamentale imparare a riconoscere questi comportamenti per dare importanza al proprio benessere e lasciare chi ci fa sentire meno liberi o meno sicuri non ci rende deboli ma, al contrario, è il primo passo per scegliere relazioni che ci fanno stare bene davvero.
Molto spesso speriamo e pensiamo che si sia semplicemente trattato di un episodio isolato e che la situazione di sicuro cambierà e non ricapiterà, ma purtroppo non è così ma è soltanto l’inizio di una spirale e con il tempo gli episodi violenti non solo si ripetono, ma diventano sempre più gravi e pericolosi anche quelli che ci sembrano banali.
Se invece ci sono già forme di violenza, la priorità è una sola: fuggire a gambe levate perché sono segnali da prendere sul serio per proteggersi e capire che nessuno dovrebbe accettare di vivere in una relazione che fa male, e nessun segnale di malessere va mai ignorato.
E’ importante anche affidarsi alle proprie sensazioni, emozioni, a quello che il proprio corpo trasmette: se spesso ci si sente in ansia, in colpa, si prova disagio a stare assieme all’altra persona allora è il caso di fermarci e porre un po’ più di attenzione alle reazioni e capire se possono con il tempo farci ancora più male.
Un altro aiuto fondamentale è quello che possono dare le persone vicine: « Amici, familiari, persone esterne alla relazione spesso vedono con più lucidità quello che noi, coinvolti emotivamente, facciamo fatica a riconoscere.
Tecnica di Banksyng: come lasciare il partner
Ecco un comportamento tossico nella relazione di coppia. Conosciamo tutti Banksy, il famoso street artist con le sue notissime opere d’arte di denuncia con temi attuali rivolti alla politica o a problemi sociali e che troviamo sempre “a sorpresa” quando realizza un murales che nessuno mai saprà come e quando arriva e chi colpirà.
E’ stato coniato il termine “tecnica silenziosa di Banksyng” proprio per le relazioni di coppia tossiche che reagiscono senza comunicazione, avviso o annuncio sparendo dalla scena, mentendo e scappando perché è più facile che impegnarsi a comunicare per risolvere i problemi che significa prendersi delle responsabilità verso sé stessi e verso gli altri, mettendosi in gioco parlando sinceramente a cuore aperto; ma tutto questo richiede coraggio e, purtroppo non è un comportamento che si riscontra facilmente.
Preferiamo nascondere tutto sotto la sabbia come fa il gatto e non vogliamo ammettere criticità e problemi: meglio fingere, mascherare i veri sentimenti lasciando che la relazione si logori e si esaurisca. Colui che sta subendo tutto ciò non ne ha nessuna consapevolezza così la rottura arriva all’improvviso come un terremoto così come fa Banksy con le sue opere.
Le conseguenze?
Catastrofiche, sconvolgenti per chi subisce perché non ha avuto il tempo di prendere delle difese e di cercare di abituarsi per risolvere o per cercare di salvare il rapporto. Un bel giorno chi è vissuto accanto a te ti dice che non ti ama più e tu sei lì che senti un dolore lancinante, ferito, solo e ti poni domande che non avranno mai risposta.
Eccola la dinamica tossica dove paghi solo tu perché l’altra persona ha già avuto tutto il tempo di “programmarsi” e superare la sua crisi emotiva. Chi è vittima di Banksy vive un calo di autostima e è impossibile non chiedersi: dove ho sbagliato? Ci vuole tempo a capire che c’erano solo egoismo e vigliaccheria dall’altra parte e che non è vero che non si è “abbastanza”o che ci si merita l’abbandono perché non si è “di più”.
La famosa opera di Banksy “Girl with Balloon” può essere di esempio perché si è autodistrutta nel 2018 dopo essere stata venduta per un milione di dollari perché l’artista aveva inserito un meccanismo che si è attivato dopo la vendita.
Così succede tra partner quando, senza che uno dei due se ne possa accorgere, l’altro è già lontano lasciando dietro di se rovine e sofferenze di una crisi di cui la povera vittima non si era nemmeno resa conto.
Amicizie Tossiche
Anche le amicizie possono rivelarsi tossiche, perché non ci sono solo le relazioni con partner, parenti, capi e colleghi che portano a consumare energia e corrodere serenità e autostima.
Le relazioni amicali dovrebbero essere rassicuranti, rinforzanti e rigeneranti, ma talvolta possono diventare un terreno minato di dinamiche sbilanciate, manipolazioni sottili, invidie e ricatti perché l’amicizia, a differenza dell’amore, si dà per scontata ma il rapporto di amicizia richiede lo stesso cura, confini chiari e la capacità di riconoscere quando qualcosa non va e la capacità di chiedere scusa.
Cosa succede con le amicizie tossiche? Spesso si nascondono dietro a pseudo complicità, ma lasciano sensazioni pesanti di insoddisfazione, autocritica e stress emotivo elevato anche se tendiamo a giustificare i comportamenti dell’altro cercando di minimizzare il nostro disagio.

Dobbiamo assolutamente imparare a decifrare i segnali ditossicità che diventa fondamentale per difendere il proprio benessere psicologico capendo sel’amicizia in questione può essere salvata, magari con una franca discussione, oppure capendo i segnali che possono indicare quando un’amicizia diventa pericolosa e dobbiamo imparare a dire NO.
Nelle discussioni con un amico non dobbiamo mai essere giudicati ma ascoltati e consigliati, e bisogna sentirsi alla pari dove tutte e due le persone sono importanti, così come le richieste di presenze o telefonate devono avere una base di libertà e non di colpa se non si è subito disponibili.
L’amico tossico sarà invidioso e non godrà dei vostri successi ma cercherà sempre di sminuirli.
Quando si sta male o si hanno forti delusioni un amico è importante e non può sminuire le nostre sofferenze dicendo che siamo esagerati e che non è successo niente
L’amico tossico è egoista, sempre pronto a rinfacciare tutto quello che lui fa per noi e che, secondo lui deve essere restituito con gli interessi perché non conosce la reciprocità perché i suoi bisogni sono full time: voi dovete esserci sempre per lui!
Cerca di isolarvi dalle persone che frequentate parlando negativamente di loro, spettegolando e creando zizzania e piccole gelosie per sminuire l’interesse reciproco che provate per loro
Conosce le vostre insicurezze e le usa, anche in modo sottile, per farvi sentire in difetto e non all’altezza producendo una dinamica subdola che con il tempo diminuisce la vostra autostima e vi fa sentire piccoli, sbagliati, fragili.
Truffe d’amore
Truffe sentimentali, truffe d’amore: eccoli gli ambigui tranelli che non danneggiano solo il portafoglio ma soprattutto la sfera sentimentale e emotiva delle vittime sfruttando le persone con particolari fragilità, suggerendo una specie di finta storia d’amore online.

Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo su “Facebook e altri social: dove l’inganno sono amici virtuali e solitudine reale“
Vediamo che ci sono sempre più persone, specialmente donne, che hanno bisogno di affetto e attenzioni per cui diventano vittime di vere e proprie organizzazioni di truffatori che tendono tranelli attraverso inganni amorosi distruggendo psicologicamente le vittime.
Queste truffe d’amore creano molta sofferenza, sono distruttive e producono traumi e danneggiamenti esistenziali provocati dalle menzogne sentimentali che vengono dette abusando e plagiando le persone che ci cascano.
Purtroppo sono tutte basate sull’inganno per creare l’illusione di un innamoramento a distanza con richieste di denaro attraverso veri e propri ricatti emotivi.
In ambito internazionale le truffe d’amore sono conosciute come “Romance Scam” o “Love Scam” e sono particolari cyber-truffe, specialmente via Internet, per ottenere denaro prospettando alla vittima progetti di vita di coppia futura.
La Federal Trade Commission (FTC)
La Federal Trade Commission (FTC) americana, che protegge i consumatori, comunica che i truffatori sentimentali stanno riuscendo ad ottenere soldi più che mai essendo riusciti a prendere alle vittime più di 300 milioni di dollari nel 2020 e sappiamo che in Italia sono state raggirate, da falsi corteggiatori sui social almeno 2.000 donne vittime di queste manipolazioni.
“I truffatori creano profili online attraenti per sedurre le persone, spesso prendendo immagini dal web e usando nomi inventati. Alcuni fanno un passo avanti e assumono l’identità di persone reali.
Una volta stabilito il contatto online, inventano motivi per non incontrarsi di persona. La pandemia ha reso tutto ciò più facile e ha ispirato nuovi colpi di scena alle loro storie, con molte persone che hanno riferito che il loro cosiddetto corteggiatore ha affermato di non essere in grado di viaggiare a causa della pandemia. Secondo quanto riferito, alcuni truffatori hanno persino annullato i piani del primo appuntamento a causa di un presunto test COVID-19 risultato positivo”.
Non dobbiamo pensare che le vittime siano solo donne tipo: ”casalinghe disperate”, ma anche professioniste, insegnanti e anche uomini, come abbiamo letto nella triste storia dove è andato a finire l’ex giocatore Roberto Cazzaniga che ha dato soldi (sembra 700mila euro in 15 anni) ad una donna che si era spacciata con il nome di una super modella.
Truffatori online
I truffatori online creano falsi profili per adescare le loro vittime sui vari media o su siti d’incontri, fingendosi innamorati della persona caduta in trappola e per adescarle spesso si presentano come top manager, piloti o militari spesso in missione con professioni legate all’immaginario romantico piene di avventure e fascino.
Cercano di guadagnare la fiducia della vittima e, quando ci riescono, cominciano a farsi corrispondere somme di denaro richiesto tramite circuiti di trasferimento di denaro internazionali (Western Union, MoneyGram) o bonifici su conti esteri o ricariche di carte di credito spesso intestate a prestanome.
Quali trucchi mettono in atto?
- Costruiscono la relazione via Skype o WhatsApp manipolando la fiducia e il comportamento della vittima.
- Quando danno un appuntamento inventano le scuse più disparate per non andarci e farsi mandare denaro dicendo che sono ammalati o che hanno subito una rapina durante la partenza.
- A questo punto se la vittima non vuole sborsare denaro la minacciano spacciandosi per autorità o avvocati.
Cosa posso fare?
- Segnalare alla polizia la truffa al più presto.
- Non sentirsi in colpa perché può capitare anche alle persone più istruite e intelligenti.
- Interrompete tutti i canali dove il truffatore/truffatrice vi può contattare.
- Non prendere in considerazione degli aiuti online per recuperare il denaro.
- Confidarsi con amici e famiglia fa bene e può aiutare.
- Chiedere un aiuto psicologico ad una psicoterapia che possa rafforzare, ridare fiducia e elaborazione per non cadere più in situazioni del genere.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo sulla “psicologia e psicoterapia“
Crepacuore
Si chiama “Sindrome del cuore spezzato o infranto” ed è causata da un forte stress emotivo, un dolore per un amore perduto, per un’amicizia finita o deludente che viene vissuta in maniera molto pesante dalla persona e colpisce prevalentemente le donne.
Anche il COVID ha fatto la sua parte colpendo la sfera psicologica e coinvolgendo le persone con tutta una serie di patologie e complicazioni anche dopo la malattia, dove gli esperti psichiatri e psicologi vedono un aumento dei deliri in questa malattia così oscura.
La sindrome del cuore spezzato o sindrome di Takotsubo consiste in una sofferenza cardiaca temporanea che riproduce i sintomi tipici dell’infarto, una cardiomiopatia da stress dove il dolore delle persone coinvolte si manifesta in maniera psicosomatica attraverso il corpo.

Quali possono essere le situazioni stressanti che si presentano nella sindrome di Takotsubo?
- Divorzio o separazione
- Diagnosi di una grave malattia
- Morte di una persona cara
- Grosse somme di denaro che vengono perse o vinte
- Incidenti come fratture, attacchi d’asma o interventi chirurgici
- Problemi finanziari da perdita del lavoro
Il crepacuore dovuto all’amore perduto o alla mancanza d’amore fa parte della vita e può sempre insegnarci qualcosa per conoscerci meglio perché la vita è imprevedibile e ci può portare a nuove scoperte, a nuovi traguardi, a scoprire persone vicine a noi che ci vogliono bene e che ci possono aiutare ad uscire dalla tristezza.
Per approfondire questo argomento, leggi il mio articolo su “come dimenticare un’amore“
Cosa succede quando ci si libera da una dipendenza affettiva
Come psicoterapeuta ho ascoltato molte persone che affrontano e superano una dipendenza affettiva e ognuna di loro ha una risposta che racconta una loro verità.
Uno dei primi pensieri di cui ci rendiamo conto quando la dipendenza affettiva è guarita è che si smette di idealizzare l’altro riuscendo a vederlo com’è, così come si ritorna ad incontrare se stessi, magari con un po’ di paura e ansia perché non si è sicuri di poter affrontare la nuova situazione, e c’è la tentazione di tornare indietro come se avessimo bisogno di sentirci vivi attraverso quell’amore tossico.
A questo punto bisogna fare i conti con la nostra solitudine, imparare a esplorare i nuovi equilibri e a riconoscere i propri bisogni e come appagarli nel rispetto della nostra identità, con la consapevolezza della possibilità di scegliere di amare e farsi amare dall’altro in modo sano e costruttivo.
Sappiamo che la dipendenza affettiva trasforma l’amore in sofferenza e frustrazione mentre l’amore dovrebbe essere una manifestazione tra le più sane e costruttive essendo un innato bisogno dell’uomo e non un dolore che porta a gravi problematiche psicoaffettive e relazionali.
Quando cominciamo una relazione affettiva, all’inizio sembra amore ma, col tempo che passa ci si accorge che non si riesce mai a dire all’altro “no” e si tende sempre a compiacerlo costruendo un “falso sé” che spegne la libertà personale e poter ritrovare la propria autenticità diventa un atto d’amore e di rispetto per sé stessi
Cos’è il falso sé?
Il falso sé è un modo di difendersi per mantenere un legame emotivo a qualunque costo e nasce dal bisogno di conferma e dall’idea che l’amore debba essere conquistato attraverso comportamenti “adeguati” piuttosto che vissuto nella libertà di essere se stessi.
All’interno delle relazioni affettive, questo meccanismo porta a interpretare costantemente ciò che l’altro si aspetta, fino a costruire una versione artificiale di sé, modellata sulle necessità altrui.
In apparenza, tale adattamento sembra garantire stabilità, ma nel tempo si trasforma in un progressivo svuotamento emotivo. L’amore, invece di rappresentare uno spazio di crescita e autenticità, diventa un terreno di controllo e paura.
Mi rendo conto, durante la psicoterapia nelle parole dei pazienti, che l’origine del falso sè lo si trova spesso nelle prime esperienze di vita quando l’affetto dei genitori viene percepito come legato al comportamento o al rendimento e il bambino impara che l’amore non è un dono spontaneo, ma una ricompensa che si deve meritare.
Frasi come “Se ti comporti bene, sei bravo” o “Non ti voglio più bene se non fai quello che ti dico” trasmettono il messaggio che l’essere accettati dipenda dall’adattarsi alle aspettative degli altri.
Con il tempo, questo schema viene interiorizzato e riprodotto anche nelle relazioni adulte e si diventa quello che pensiamo voglia l’altro, rinunciando progressivamente a esprimere bisogni e desideri autentici e l’identità autentica si indebolisce, sostituita da una versione costruita per piacere.
Quando il falso sé cede il posto alla verità su sé stessi, anche l’amore cambia forma perché un legame autentico non richiede maschere né adattamenti, ma si fonda sul rispetto e sull’ascolto reciproco e solo un amore libero da ruoli e paure consente a entrambi i partner di crescere senza perdersi.
L’amore autentico non si conquista: si riconosce e cresce nella sincerità.
Emozioni: il ricatto emotivo
Quando si parla di manipolazione psicologica è un esempio molto pesante di quello che succede quando abusiamo, anche inconsapevolmente delle emozioni di qualcun altro come le sue fragilità e vulnerabilità per costringerlo a fare quello che vogliamo.
Tutto questo si manifesta come un vero e proprio abuso che capita spesso in famiglia ma non si escludono amici o partner ed è un ricatto emotivo che fa sentire in colpa la povera vittima.
Parlandone dal punto di vista psicologico è una vera forma di manipolazione affettiva in cui una persona usa una specie di violenza psicologica con una forte pressione sulla vittima usando come convincimento le sue paure, il senso del dovere o quello di colpa per riuscire ad ottenere quello che vuole, per raggiungere il suo obiettivo.
Spesso viene fatto senza esserne pienamente consapevoli con frasi tipo:” lo dico e lo faccio per il tuo bene” anche perché non se ne parla mai apertamente, non sono strategie chiare che potrebbero essere contrastate attraverso la verbalizzazione e i “non detti”, specialmente nelle famiglie, pesano più delle grida e obbligano ad ubbidire anche se è contro quello che pensi.
I figli imparano che l’amore devono pagarlo con l’obbedienza e la loro libertà ha un costo affettivo che si riverserà nelle relazioni tossiche da adulti dove li riconosciamo come quei partner sempre accondiscendenti o amici che non dicono mai di no o colleghi che si lasciano sfruttare.
Non è solo la sfera domestica che influenza la vita della persona più debole, ma è un allenamento che si protrae nel tempo dove, attraverso l’interpretazione degli umori, i silenzi o le delusioni che si percepiscono, si impara a compiacere sempre perché è l’unica via che conosciamo.
Se capiamo la tossicità del meccanismo e cerchiamo di ribellarci, verremo tacciati di egoismo e insensibilità ma bisogna rendersi conto che solo la ribellione è guarigione e segnale di salute psichica
Se la comunicazione fosse autentica, se ci fosse spazio per un confronto senza maschere, i legami ne uscirebbero più forti, non più fragili.
Il sarcasmo nella coppia è utile?
Una comunicazione empatica è fondamentale per una coppia che funziona e se nelle discussioni c’è troppo sarcasmo, forse bisogna rivedere le priorità.
Il sarcasmo nella coppia, e in generale nelle relazioni interpersonali, è fra i fenomeni linguistici più interessanti perché viene espresso qualcosa ma si intende spesso l’opposto confondendo chi ci ascolta e pensa che le parole dovrebbero avere solo un significato. E invece no, le frasi che pronunciamo e scriviamo hanno molti possibili sensi, talvolta addirittura opposti.Sarcasmo, significato di una parola spesso confusa con l’ironia
L’etimologia stessa della parola sarcasmo non è certamente serena se pensiamo che è collegata a parole greche dal significato di «lacerare o strappare la carne» e non indica una semplice battuta scherzosa, ma è un’espressione tagliente, pesante, da non confondere anche se hanno aspetti in comune, con l’ironia.
L’ironia ha il significato di dissimulazione o finta ignoranza ma pur comunicando, come il sarcasmo l’opposto di ciò che si pensa, il suo scopo non è mentire o comunicare con cattiveria ma attraverso un atteggiamento critico ma cordiale.
Il sarcasmo è un termine che è stato usato anche nel passato, per aggredire l’interlocutore attaccandolo comunicativamente e come è scritto su Treccani si tratta di «un’ironia amara e pungente, ispirata da animosità e quindi intesa a offendere e umiliare».
Per alcuni grandi filosofi come Sartre il sarcasmo era “il rifugio dei deboli”, mentre Nietzsche parlava di “malevola superiorità” confermando la caratterizzazione negativa di questa parola
Come si intuisce dalla definizione di sarcasmo, questo fenomeno è intrinsecamente legato alle nostre relazioni sociali come quando diciamo a qualcuno frasi tipo:” bellissimo, bravo non poteva riuscirti meglio” quando il risultato che abbiamo davanti è pessimo!
Ecco un chiaro esempio di sarcasmo con cui, al di là delle parole che formalmente sono un complimento, cerchiamo di far sentire in colpa l’altro mortificandolo anche un po’, dimenticandoci che tutto sommato quello che è accaduto può succedere a tutti e magari non è tanto grave.
Ciò che effettivamente manca al sarcasmo è il lato costruttivo di una comunicazione sana e il rischio è quello di far nascere un litigio pesante che potrebbe anche far finire un’amicizia di lunga data perché è un’eventualità che dipende anche dalla sensibilità che le persone hanno verso il sarcasmo.
Per una coppia litigare, si sa, che è vitale e normale ma bisogna anche saperlo fare nel modo giusto e tra partner è molto difficile. Meglio non applicare il sarcasmo.
E allora perché qualche volta capita?
Le coppie che ricorrono al sarcasmo non sanno esprimersi se non in quel modo che sottende molta aggressività magari nascosta e per altre situazioni relazionali.
Spesso è uno dei due che usa il sarcasmo, mentre l’altro lo subisce e lo avverte molto dolorosamente per cui sarcasmo e battute taglienti dovrebbero essere sostituite da una comunicazione empatica che sicuramente può aiutare di più la coppia a risolvere i conflitti.
Come smettere di litigare con il tuo partner
La maggior parte dei litigi ha a che vedere con il controllo e il potere, la cura e la vicinanza o il rispetto e il riconoscimento
Convivere con un partner può portare qualche volta necessariamente a insofferenze e litigi più o meno importanti e spiacevoli che possono scoppiare anche per cose insignificanti, e ci saranno momenti in cui la coppia discuterà più del solito e tutto ciò è normale, in una relazione, attraversare periodi cosi conflittuali ma alcune coppie superano il momento e altre invece, a causa dei litigi si separano.
Secondo il parere di terapisti di coppia, le discussioni sono un segno positivo, vogliono dire che ognuno dei partner ha le proprie emozioni, è in grado di pensare con la propria testa e si sente libero di esprimersi.
Purtroppo sappiamo che litigare spesso può portare a disagi e infelicità, anche se temporanei, ma che potrebbero riversarsi anche sul lavoro o sulla sfera sociale o sul ritmo del sonno.
Di solito gli argomenti più comuni che scatenano i conflitti sono i soldi, il sesso, il lavoro o le attività nel tempo libero, i genitori o l’educazione dei figli e dietro a tutto questo potrebbero esserci anche ragioni nascoste di potere e controllo.
Diventa di fondamentale importanza il tempo perché la cosa migliore, prima di parlare al partner, sarebbe quella di fermarsi e pensare per non aggredire, ma poter poi parlare al partner di quello che sta capitando e di come ci si sente attraverso una “conversazione consapevole” dove si può comprendere dove si sbaglia, quali sono gli errori e le cose che danno più fastidio alla coppia facendo diventare il conflitto un’opportunità per capirsi meglio.
Il compromesso e la mediazione è la cosa più difficile da ottenere perché implica il rispetto e l’ascolto dell’altro che ha desideri e opinioni diverse e bisogna anche rendersi conto che è impossibile prevenire o risolvere tutti i conflitti che, se diventano particolarmente pesanti e infuocati, forse bisogna rendersi conto che il rapporto deve chiudersi.
In ogni caso prima di dare forfait forse la terapia di coppia può aiutare a capire meglio cercando di ripercorrere il rapporto dagli inizi e scoprendo se c’è ancora calore, rispetto e voglia di cambiare per rendere la relazione più forte e duratura.
Perché arriva la fine di una relazione
Un amore che duri tutta la vita, è sogno, fantasia o realtà? Quando apriamo gli occhi purtroppo ci rendiamo conto che, presto o tardi, arriva la fine di una relazione e ci accorgiamo con tristezza che i legami sentimentali durano sempre meno rispetto al passato.
In effetti osservando alcuni dati abbiamo la conferma perché secondo l’Istat nel 2008 il numero di separazioni e divorzi era circa la metà dei matrimoni celebrati, ma già nel 2021, l’unione dei primi due supera numericamente i nuovi matrimoni.
Purtroppo la durata della coppia non riguarda solo i matrimoni, ma interessa tutti i tipi di legame affettivo.
Perché tutto ciò?
Una nuova teoria è stata elaborata da Antonio Cerasa, autore di Neuroscience of love (FrancoAngeli), un percorso per capire, basandosi su studi scientifici, la nuova comprensione affettiva e perché c’è una diminuita capacità di avere relazioni longeve e all’insegna del benessere e gli esempi sono i femminicidi, i divorzi e la denatalità.
«La coppia, o quello che tecnicamente è chiamato long-life mating, è uno dei più grandi risultati dell’evoluzione della specie umana. L’accudimento reciproco, in particolare, è una condizione che ci ha permesso di evolvere e di avere i presupposti per il proseguimento della specie attraverso la prole. Noi siamo diventati Sapiens sapiens anche grazie a questo comportamento».
Anche se ci si sforza di aumentare la genitorialità e la natalità, i dati non migliorano e non si capisce perché le coppie tendono a durare meno.
Forse dobbiamo cercare nuove teorie e specialmente nuovi modi di intendere e le stesse persone non sanno cosa aiuti a costruire una relazione a lungo termine.
Sembra che ci sia di mezzo il mancato mantenimento dell’omeòstasi: ma che cosa è?
«Omeostasi è in effetti un termine tecnico, che potremmo tradurre in modo più semplice con equilibrio. Le coppie che stanno davvero bene hanno un buon equilibrio in tre dimensioni specifiche: quelle biologica, psicologica e sociale. Solo quando questi tre elementi funzionano prende forma quello che siamo portati a chiamare amore».
«Se per portare avanti una relazione, accetto compromessi che mi causano continue gastriti o mal di testa, io non sto vivendo un benessere biologico ed è difficile che possa dirmi innamorato. Se rinuncio in qualche misura ai miei amici, comprometto l’equilibrio sociale. Se sono legato a una persona che mi fa sentire inadeguato, ad esempio per il mio lavoro o una caratteristica fisica, l’omeostasi psicologica è compromessa.
Sintetizzando e in ordine di importanza: il sonno, il nutrimento e il sesso.
Nella maggior parte delle coppie questi elementi così semplici non funzionano, non sono in equilibrio. Le coppie raramente hanno una vita sessuale soddisfacente, non godono o non preparano il cibo insieme, e soprattutto non dormono bene».
«Sì, parlo di coccole e “grattini” nello specifico, perché studi neuroscientifici hanno dimostrato che muovere le dita con una certa frequenza sul corpo del partner, produce endorfine e un senso di protezione, che troppo spesso abbiamo dimenticato all’interno della coppia».
Se parliamo di omeostasi psicologica?
In primo luogo il bisogno di gratificazione, che prende forma attraverso l’autostima e l’autorealizzazione».
Invece quella sociale?
È la più complessa e quella che, nello specifico, fa arrivare sempre prima la fine di una relazione. Non ce ne rendiamo conto, ma per una coppia farsi accettare dall’ambiente esterno come la famiglia e gli amici soprattutto, non è affatto semplice. Siamo animali sociali e se non possiamo portare la coppia all’interno dei nostri legami, creiamo grande instabilità».
Viviamo in un’epoca in cui per avere un riscontro positivo da parte della società spesso ci spingiamo verso l’individualismo. Nelle interazioni sociali mediate dalla tecnologia digitale, poi, l’immagine del singolo, soprattutto se di successo, è sempre premiata rispetto alla coppia o alla famiglia».
Bibliografia
Gli incontri sbagliati. I volti dell’amore, Paolo Crepet, Mondadori
Donne che amano troppo, Robin Norwood, Feltrinelli
L’arte di amare, Erich Fromm, Mondadori
Gaslighting, Mary Perlman, Italian Edition
Crepacuore, Selvaggia Lucarelli, Rizzoli
Antonio Cerasa neuroscienziato CNR
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Pexel Olya Kobruseva
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